Chi cerca trova…

  • Roma – 20-febbraio 16 aprile- Alessandro Roma e i suoi Giardini Immaginari-

La Natura frammentata, immaginata in bianco e nero, versatile il materiale: collage, giornali,spray,olio, sculture in gesso, fotografie ” Luoghi in cui addentrarsi e lasciarsi trasportare dalle proprie emozioni”… come l’artista descrive.

Via della Vetrina 21 Roma

  • Napoli-fino al 20 marzo-Silvia Camporesi  itinerario fotografico-

S’ispira alla tradizione giapponese del Kirigami, in parallelo scatti recenti dalle atmosfere rarefatte

Via San Biagio dei librai 121

Giardini storici- Villa Farina-

 

villa farina

fotographer Luca Daniele

E’ sempre bello ritornare ai Giardini Storici, specialmente quando sono quasi inediti e privati e appartenenti ancora alle antiche famiglie … da sempre …  qui l’immaginifico galoppa e al fascino si aggiunge il mistero della scoperta, dell’attesa.

Villa Farina si trova nell’antico Borgo di Baronissi nel salernitano, una delle costruzioni settecentesche più particolari e ben conservate della provincia di Salerno.Appartiene da sempre all ’antica Famiglia aristocratica di cui preserva il nome  e la struttura: il Parco quasi 15.000 metri quadrati è realizzato secondo gli schemi più tradizionali di Capodimonte a Napoli : “a poggio” il risultato è a dir poco sontuoso, reso ancora più importante dalle antiche mura di cinta. Percorrerlo vuol dire perdersi nelle splendide vedute,rimanere stupiti nelle radure, romanticissime, tutto si snocciola fra segreti, quinte, boschetti ameni che fanno il verso al “genius loci” che le popola!

Veramente un’avventura emotiva!

Contro le mura di cinta dimora e abita il selvaggio, come le migliori tradizioni inglesi insegnano: altifusti, lecci, magnolie, pini ( questi personalmente li avrei evitati… :)) ed ancora lo stagno, evocativo e malinconico, nelle cui acque si specchiano ortensie ed uno splendido salice. Veramente un’avventura  emotiva!

Ma il gioiello di questo parco-giardino  è sua maestà  la Camelia: le scopriamo dimorate a boschetto, si insinuano fra le chiacchiere di vecchi signori di pietra e di marmo, li ombreggiano e … proteggono.

                E’ una rara collezione di Sasanque e Japoniche,  dall’inverno a primavera inoltrata queste meraviglie   senza profumo ci donano fioriture senza pari, hanno nomi altisonanti come la splendida Contessa Lavinia Maggi, Duchessa d’Orleans …

Sono opulente e bellissime, pesanti i boccioli che a volte non riescono ad aprirsi, ma la bellezza e la natura provvedono da sé, cadono a terra creando una sorta di tappeto-arazzo naturale, dai colori sfumati e cangianti, regalandoci fino alla fine quest’ultima emozione

La vostra psico-terra-peuta

edwigemormile

:)

La Natura tra Arte e Impressionismo

 

Esprime, imprime, l’eterno gioco del dal di dentro e dal di fuori: è così che ci ricordiamo la differenza fra Espressionisti e Impressionisti, termini così facile da confondere… ma solo all’ apparenza: si esprime un’azione che nasce dall’ intimo e trova respiro e legittimazione fuori da sé, s’imprime,invece, l’azione che nasce

dall’ esterno e che trova rifugio e riflessione nell’ intimo.

E proprio così nella seconda metà dell’ ‘800 nasce quella corrente di pensiero che vede gli artisti armati di valigiette e cavalletti popolare, le sponde dei fiumi, le colline dei parchi cittadini, i ristorantini a ridosso di campagne amene,i giardinetti delle case di campagne animati di ridenti orti. L’Impressionismo, appunto!

Nell’ottocento i pittori portano all’aperto le tavolozze per cogliere ed “imprimere” su tela le “impressioni che la Natura, nelle sue mutevoli fogge e declinazioni, suggerisce, non c’è soggetto che non sia degno di attenzione: cespugli infuocati dai bagliori autunnali, le splendide fioriture primaverili degli alberi da frutto (siamo a ridosso dell’orientalismo, non dimentichiamocelo), ma anche le abitudine della vita quotidiana, o le colazioni plein air, romantici cesti da pic-nic fanno capolino sulle tavoglie “spalmate” languidamente su erbette invitanti, ed ancora trionfi di dalie, zinnie, tra bordure miste, vengono celebrate sulle tele. penso ad esempio a ” La strada da Versailles a Louveciennes” di Camille Pissaro 1870, ma quello che è veramente innovativo è la funzione della luce sui dipinti:la scoperta della natura è continua, ma le vibrazione dei fasci di luce o delle sue emanazioni è ciò che veramente rende unico ogni filo d’erba, ogni bordura, o i riflessi dell’acqua.

monet venezia

Ed allora si verifica proprio quello che prima si diceva: la Natura entra in simbiosi con tutto ciò che la circonda, ma soprattutto con lo stato d’animo di chi la osserva “impressa” su tela, non è più esterna da sè, lì distante e assorta, ma si è rifugiata fra le pieghe dell’animo di chi la spia sulla tela.

Claude Monet “Prima giardiniere e poi pittore” come lui amava definirsi, forse è l’artista che più di ogni altro abbiamo presente quando pensiamo all’Impressionismo, ed allora dalla sua residenza di Giverny, fra pergolati di rose e glicini l’aria si fonde con i giochi di luce : “l’angolo dello stagno a Ginervy” o i “Glicini” .

Qui realizza la fusione tra l’arte del giardino e l’arte della tela, nel parco le fioriture si alternano in macchie di colore che inseguono l’alternarsi delle stagioni, le nifee nell’acqua dove si specchiano salici, tutto si fonde nei giochi di luce e di aria, le forme canoniche si dissolvono e rimane proprio la sensazione, l’impressione, e quello che si percepisce è l’onirico della bellezza

la vostra psico-terra-peuta

:)

edwigemormile

Paesaggio Esperienza Estetica: Il Sublime trova collocazione?

Certamente al Sublime appartiene il senso della sproporzione e dell’ineffabile, per questo da sempre, appartenente alla filosofia, è stato deputato alle arti in genere e alla Natura.

Ora sfogliando e studiando riviste di arte, mi è capitato fra le mani un articolo proprio sulla relazione fra il Sublime, oggi, e la Natura.

Innanzi tutto chiariamo che il Sublime non è il contrario del bello… anzi ne è la

sua esaltazione al di là della soglia sensibile e scibile dell’essere umano, ed è proprio qui che entra in campo la Natura: quante volte siamo rimasti basiti e muti di fronte allo spettacolo di essa come ad esempio un mare in tempesta o i cieli mentre li attraversiamo in aereo, è terribile ed estatica la sensazione.

Kant, che di Sublime se ne intendeva, metteva appunto i giardini fra le grandi arti, proprio perchè si tenta di ricreare un microcosmo con elementi viventi eterogenei, ed allora si pone la domanda se sia possibile il Sublime oggi con la tragedia del paesaggio che ci circonda, con i disastri ecologici, personalmente non credo sia possibile l’esperienza del Sublime, nulla di più vicino al Dio, di fronte agli scempi della Natura dove il Terribile, altro termine abusato, non è sinonimo di paura ma di terrore: stupore,meraviglia,incontenibile, indecifrabile, nasconde sempre l’Idea platonica del Bello…Quello che noi umani mai potremo comprendere,misurare,verificare,ri-creare,ma attoniti e piccoli potremo solo esperire.

terra dei fuochi

Ed è per questo che vi segnalo una mostra, il cui intento è invece proporre l’esperienza del Sublime attraverso il disastro ecologico, qui noi potremmo immaginare la “Terra dei Fuochi: potrebbe tale spettacolo, secondo voi, essere maestoso e suscitare un sentimento Sublime?

terra-dei-fuochi

SUBLIME- Les Tremblements du Monde-

Metz Centre Pompidou-dall’11 febbraio al 5 settembre-

La vostra psico-terra-peuta

:)

edwigemormile

World Press Photo 2016

Hope for a New Life

Speranza per una nuova vita

World Press Photo 2016, premia la foto di Warren Richardson e dedica al dramma dei migranti la Picture Of The Yearepfhdiprkubvilmylaja

28 Agosto 2015
Un uomo passa un bambino attraverso la recinzione al confine ungherese-serbo in Röszke, Ungheria, 28 agosto 2015.

Ogni anno il mondo della fotografia attende con ansia questo momento: i nomi dei vincitori del World Press PhotoQuella 2016 è la 59esima edizione del concorso fotogiornalistico più prestigioso. La giuria, composta da fotografi ed editor e riunita ad Amsterdam, ha dovuto scegliere tra le 85mila immagini ricevute, di 5775 autori diversi. Alla scorsa edizione il titolo di Photo Of The Year era andato a Mads Nissen con il ritratto di una coppia gay in RussiaQuest’anno a trionfare è l’australiano Warren Richardson con uno scatto sul dramma dei migranti. Lo scatto, che ha vinto anche il primo premio nella categoria Spot News, mostra un uomo e un bambino che attraversano la frontiera tra Seria e Ungheria la notte del 28 agosto 2015. All’epoca il muro di protezione non era ancora stato completato in quella zona, tra Horgoš (Serbia) e Röszke (Hungary).

WARREN RICHARDSONwarren_richardson_photo_by_ildiko_fulop

Richardson è un fotografo freelance che vive a Budapest, in Ungheria, e qualche mese fa è finito sui giornali perché malmenato dalla polizia locale. “Ho dormito con i rifugiati cinque giorni sulla frontiera”, ha raccontato, “è arrivato un gruppo di circa 200 persone e si sono nascosti sotto gli alberi vicino al muro. Prima hanno mandato avanti donne e bambini, poi padri e anziani. Stando con loro, ho giocato a nascondino con la polizia per tutta la notte. Ero esausto quando ho scattato la fotografia. Erano circa le 3 di notte e non potevo usare il flash, perché ci avrebbero scoperti. Avevo soltanto la luce della luna“.

Quando abbiamo visto questa foto abbiamo capito che era importante. Ha un enorme potere perché è semplice, con in più il simbolismo del filo spinato. Abbiamo pensato che avesse quasi tutti gli elementi per dare un’immagine potente della situazione dei rifugiati. E’ una foto molto classica, ma anche senza tempo. Fa il ritratto della situazione, ma il modo in cui è stata scattata è classica nel senso più ampio della parola“, ha detto il presidente della giuria Francis Kohn, direttore dell’agenzia France-Presse.

Il paesaggio esperienza estetica e il Sublime trova ancora una collocazione?

terradeifuochi

Certamente al Sublime appartiene il senso della sproporzione e dell’ineffabile, per questo da sempre, appartenente alla filosofia, è stato deputato alle arti in genere e alla Natura.

Ora sfogliando e studiando riviste di arte, mi è capitato fra le mani un articolo proprio sulla relazione fra il Sublime, oggi, e la Natura.

Innanzi tutto chiariamo che il Sublime non è il contrario del bello… anzi ne è la su esaltazione al di là della soglia sensibile e scibile dell’essere umano, ed è proprio qui che entra in campo la Natura: quante volte siamo rimasti basiti e muti di fronte allo spettacolo di essa come ad esempio un mare in tempesta o i cieli mentre li attraversiamo in aereo, è terribile ed estatica la sensazione.

Kant, che di Sublime se ne intendeva, metteva appunto i giardini fra le grandi arti, proprio perchè si tenta di ricreare un microcosmo con elementi viventi eterogenei, ed allora si pone la domanda se sia possibile il Sublime oggi con la tragedia del paesaggio che ci circonda, con i disastri ecologici, personalmente non credo sia possibile l’esperienza del Sublime, nulla di più vicino al Dio, di fronte agli scempi della Natura dove il Terribile, altro termine abusato, non è sinonimo di paura ma di terrore: stupore,meraviglia,incontenibile, indecifrabile, nasconde sempre l’Idea platonica del Bello…Quello che noi umani mai potremo comprendere,misurare,verificare,ri-creare,ma attoniti e piccoli potremo solo esperire.

terra dei fuochi

Ed è per questo che vi segnalo una mostra, il cui intento è invece proporre l’esperienza del Sublime attraverso il disastro ecologico, qui noi potremmo immaginare la “Terra dei Fuochi: potrebbe tale spettacolo, secondo voi, essere maestoso e suscitare un sentimento Sublime?

terra-dei-fuochi

SUBLIME- Les Tremblements du Monde-

Metz Centre Pompidou-dall’11 febbraio al 5 settembre-

La vostra psico-terra-peuta

:)

edwigemormile

Nell’aria profumo di primavera…

rose in scatola

  • Torino -5 e 6 marzo – Pittura Botanica-Palazzo Madama

     Angela Petrini laboratorio di disegno ed acquerello “Tra arte e scienza”

       Info 011-443699-didattica@fondazionetorinomusei.it

  • Bollate -sabato 5 marzo-Potatura rose-

Il vivaio del carcere milanese di Bollate ospita u corso sulla potatura delle rose

Info info@cascinabollate.org

“I misteri rivelati”

 

Il ritorno alla Casa del Padre

C’era una volta un tempo quando gli Alberi respiravano con noi, un tempo quando la Natura, amava, viveva con noi, un tempo quando assumeva sembianze umane, I fiumi, gli animali si comportavano come amanti appassionati, era il tempo in cui l’uomo e la Natura erano uniti da un unico afflato del mondo.

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Le nostre radici, ed archetipi  traggono  forza e significante da quel mondo, un mondo in cui le forze della Natura padroneggiavano insieme all’uomo e zittirli era sacrilegio, l’Universo aveva un’unica visione : l’Uomo legato indissolubilmente alla terra ed ai suoi abitanti.

E’ bello pensare che il rispetto per l’ambiente , argomento così “parlato” oggi,  possa riproporre la dualità uomo-natura, altrettanto seducente ri-ricondurre le personificazioni sacre, divine, paventandone insieme i moniti e le virtù, noi siamo lì, nell’alito delle spighe di grano mosse dal Dio Eolo, nelle loro radici, alimentate dalla madre Demetra,siamo nell’ accoppiamento del Minotauro con la bella Fedra (pensate un po’ che totem per la psicoanalisi moderna) oppure nell’amore della bella Tiro per il fiume Enipeo…a tal punto da desiderare di sdraiarsi continuamente sulle sue rive, Poseidone il Dio delle Acque si unisce a lei fingendosi il fiume … e così,quasi,a non finire. Quanto è forte il rapporto fra l’uomo e la Natura! E quanto quest’unione sia esaustiva,completa,appagante, ha in sé la vita,la morte,l’amore … Cos ’altro potremmo desiderare!

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Di qui in poi riecheggiare il “Paradiso Perduto“ di Milton è facile: poema lirico, in versi sciolti, collocabile più o  meno nella seconda metà del ‘600…Cos’è il Paradiso Perduto? Se non la caduta dell’uomo dalla sua primigenia unione con la Natura e con il Dio? Quanto  ci mancano quegli Dei che albergavano negli alberi,nei prati,negli animali, ci mancano a tal punto da sentirli sussurrare,respirare, quando quella Nostalgia,atavica, ci attanaglia la bocca dello stomaco,ci offusca la vista per l’emozione di fronte ad uno spettacolo della Natura, ed allora, per incanto avvertiamo la nostra piccolezza umana e vorremmo ritornare alla Casa del Padre … per ricostituire l’unità..forse perduta.

edwigemormile

Pellegrini … chi cerca trova!

 

                   

rose in scatola.JPG

  • Torino -5 e 6 marzo – Pittura Botanica-Palazzo Madama

     Angela Petrini laboratorio di disegno ed acquerello “Tra arte e scienza”

       Info 011-443699-didattica@fondazionetorinomusei.it

  • Bollate -sabato 5 marzo-Potatura rose-

Il vivaio del carcere milanese di Bollate ospita u corso sulla potatura delle rose

Info info@cascinabollate.org

 

  •  Pescia (Pt)  sabato e domenica 27 e 28 febbrai-Foglie e ortaggi tutti da mangiare-

Stefano Benvenuti del dipartimento di scienza agrarie dell’Università di Pisa :

tutte le erbe e ortaggi antichi,recuperati, buonissimi da mangiare,conferenza e degustazioni

info: 0572.494025-info@agrariopescia.it

  • Scandicci (Fi) 27 febbraio-Rose,Clematis,Ortensie

Perchè mescolare,fintamente a caso, è un’arte…

Info:328.3842785-info@lerosedifirenze.com

 

Spagna e libertà

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Miserabile eleganza, Madrid 2015

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Riflessioni, Barcelona 2015

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Portrait, Valencia 2015
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Nascondino nel raval, Barcelona 2015
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Prime luci, Barcelona 2015
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Tris di re, Barcelona 2015
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Lettura, Barcelona 2015
© Luca Daniele-1338-2
Disorientali, Madrid 2015
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Nuove culture, Madrid 2015
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Silenzio, Barcelona 2015
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In tiro, Valencia 2015
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L’ultima sigaretta, Barcelona 2015
© Luca Daniele-1514
Chiusure, Toledo 2015
© Luca Daniele-1877
Isolati, Barcelona 2015
© Luca Daniele-1559
Fondamentale, Valencia 2015