IL Giardino delle Rovine…Paestum-oltre il giardino-

paestum fico

L’estetica della Rovina,prettamente Rinascimentale prima, e Romantica dopo, non può non accrescere la curiosità di noi miseri mortali e le conseguenti emozioni che suscita:

L’occasione lesta si è insinuata come un serpentello dopo la visita al sito archeologico di Paestum, tra le altre cose molto ben preservato e mantenuto.

Il paesaggio, con i suoi meravigliosi cipressi o meglio Ciparissus (https://edwigemormile.com/2015/07/02/il-cipresso-ossia-il-mito-di-ciparisso/), gli alberi di fichi, i lecci, esaltano le rovine archeologiche non senza nostalgia per una passata età dell’oro inquadrata nella corretta dimensione storica.

paestum viale

Moltissimi sono stati gli anni in cui dolorante e nostalgica lo studio della mia Storia si fermava alla caduta dell’Impero Romano, e non c’era verso di farmi appassionare a proseguire, qualche scossone me lo diede la lettura  di “Alba del Medioevo” di Vito Fumagalli: templi decaduti e in rovina, ville patrizie depredate, animali che bivaccavano fra pavimenti di mosaici e colonne, capitelli dorici e corinzi usati come pietre per costruire ripari  di fortuna, erbacce e ipomee che ricoprivano il suolo, gli alberi da frutto abbandonati a se stessi, e immaginavo l’umanità che come formichine in fila tutti  neri cercavano i travoni delle ville da ardere per scaldarsi, le pietre smontate per ricostruire case, intanto la peste, le malattie, i pregiudizi, la morte … anche dell’anima,perchè il Cristianesimo, non scordiamocelo, all’inizio è stato la negazione della Civiltà. In seguito Guccini, sì proprio lui il poeta-cantante, in Bisanzio fornì un altro segnale, affresco profetico ed inquietante di grande precisione storica,di lì in poi il medioevo con i suoi Horti conclusi e di delizie mi conquistarono :).

Questo Paestum evoca: il rudere abbattuto dal tempo distruttore o scultore come lo definiva, e mi piace di più, il mio Mentore la Yourcenar, si insinua in riflessioni malinconiche trasformando il giardino in un luogo di meditazione e silenziosa contemplazione.

paestum tempio genius loci

La vegetazione spontanea ricopre i ruderi, l’uomo ha fatto un passo indietro e naturalmente ha riconsegnato la Natura agli Dei che qui sussurrano ancora.

Qui abita ancora il Genius Loci, lo si avverte, e noi muti passeggiamo in questo parco così stranamente silenzioso, timorosi,rispettosi, possiamo solo farci sovrastare dall’ondata delle emozioni, e ricordare cosa e chi eravamo, e cosa, invece, siamo adesso.

paestum tempio

E’ terminata la giornata, il sole sta cadendo, il parco archeologico chiude prima del tramonto, peccato! mi dicono che all’albeggiare e al tramontare, le pietre di marmo si tingono di rosa e di rosso, il risveglio degli Dei e il loro riposare, ma ho già scoperto un alberghetto con vista sul tempio per trascorrere una notte…

Ritornare, sì, alla casa del Padre.

Edwige Mormile

 

Ho incontrato una Creatura dei Boschi…

Una bicicletta che fa capolino … è appoggiata distrattamente ad un palo,la cesta ricolma di fresie.

bicicletta

photo by Luca Daniele

Dove sono? in Bretagna? in Francia? in Austria? in Inghilterra ? nooo ad Avellino!!!

dalla vetrina spuntano oggetti di legno dondoli per bambini dai colori del caffèlatte, fatine di fil di ferro,leggiadre e poetiche,candele naturali, miele, grani primitivi, uccelliere dai colori pastello…

cavalluccio

photo by Luca Daniele

Ma Stella coltiva da sempre  una passione, le candele, e prima ancora le api: queste creature fantastiche, laboriose, intelligenti, belle,non a caso sono tra le prime a fare la loro comparsa negli abecedari dei bambini, così utili all’umanità, e da quest’amore nato fra esseri sensibili nascono le candele naturali e profumate di “buono” di cera.Ne troverete tantissime, le cui colorazioni dipendono solo ed esclusivamente dall’utilizzo di un opercolo diverso.Catapultati in un altrove vi imbatterete in buccette d’arance essiccate, carta reciclata, foglie, e, bellissime, creazioni in fil di ferro.

favo

Che dire d’altro su Stella Candeo, creatura dei boschi, andate a trovarla, fate una passeggiata, una bella scoperta per questa città.

Edwige Mormile

 

Balconi da mangiare! I belli&buoni

lillà dipinto

Sì sì balconi da mangiare, ma anche da guadare, annusare, toccare: regola aurea, non mi stancherò mai di dirlo: siate generosi con i vostri piccoli spazi, a piene mani spargete vasi, piante, grandi, piccoli, altrimenti la resa è povera, scadente…squallida.

Mi piace proporvi oggi delle installazioni di dimensioni interessanti, direi un paio: un vaso di lillà (Syringa) e aromatiche ed uno di melo (malus red sentinel) e fragoline di bosco!

Romantico Lillà! ormai i landscape moderni non lo propongono, infatti non sono giardinieri,ma le sue fronde, il suo profumo ci fa venire in mente i giardini passati, ormai consegnati ai racconti, invece oltre ad essere bellissimo per la sua fioritura aprile-maggio assai profumata, è anche così spettinato con il suo fogliame che lo rende adorabilmente attuale,evoca i giardini dipinti da Monet,il suo profumo sa di fresco, di pulito, di bucato,per intenderci, ben si presta ad essere cresciuto in vaso,  per esempio con un diametro di 50 cm ed una altezza di 70, vi darà grandi soddisfazioni anche in solitaria al centro del vostro balconcino.

Alla base potete piantare delle lavande nane, o delle aromatiche, come ad esempio delle salvie dalle fioriture diverse come colori: i rossi porpora, i viola, se scegliete una fioritura bianca per il lillà.

I suoi fiori ben si prestano ad aromatizzare lo zucchero, a strati alternati(coglieteli appena sbocciati) con lo zucchero, chiuso ermeticamente in un vasetto, dopo di ché eliminate i fiori ed usatelo per addolcire una crema, ad esempio.

lillà

Lo stesso potrete fare con i fiori di lavanda, che ben si sposano per addolcire il latte.

Un’altra composizione, di grande impatto visivo su un balcone è un melo(malus red sentinel), in vaso 60 cm di diametro, con ai piedi tripudio di fragoline di bosco: il Red Sentinel, in autunno vi regalerà quelle bellissime melette piccole rosse, che si usano per decorare, ma che sono ottime anche sotto spirito!

Le fragoline di bosco si presentano da sole.

Alternativa alle fragoline, che spesso io ho proposto, è l’artemisia, absentium, per intenderci, bellissimo fogliame, grigio-verde, leggero e frondoso, le cui foglie sotto spirito alternate a cubetti di zucchero e chiuse ermeticamente per 30gg, si trasformeranno in un formidabile digestivo da offrire ai vostri ospiti a fine pasto.

buon divertimento

la vostra psico-terra-peuta

🙂

edwigemormile.com

Iris

Firenze

dal 25 aprile al 20 maggio

“iris in fiore”

Piazzale Michelangelo 2000 varietà di iris!

ingresso gratuito  dalle 10-12,30 e 15-19

info http://www.irisfirenze.it

 

FRUTTI ANTICHI

melo cordonato

Melo cordonato esemplare fra i frutti antichi presentato in mostra a S.Maria Novella(Fi)

Firenze 

martedì 3 maggio

alle 17,30

“Dai giardini storici ad oggi”

a cura Associazione per Boboli

per l’occasione esposizione pomologica in gesso

info 335 705 39 56

melo c.part.

Particolare della fioritura

I Viaggi

Inghilterra

20-25 giugno

a spasso fra i giardini delle Cotswolds nel cuore dell’Inghilterra : Court Garden,Hitcot Manor

per info tel   06 983 51 116                        

 Olanda

21-25 aprile

un tour studiato per gli amanti dei giardini, si visiterà il famoso parco di Keukenhof per intenderci “quello dei tulipani”,l’asta dei fiori,il giardino settecentesco di Het Loo ricchi di fontane e giochi d’acqua.

info a.faes@linneatours.it

Chi è la più bella del Reame? – Orsù, Peonia sei tu!

de mon jardin

La storia di Peone, figlio di Asclepio:

Figlio del Dio della medicina, curò con successo le ferite che l’indomito Eracle inferse a Ade, Dio dell’oltretomba, guarendolo con successo.

Costui grato a Peone, e per sottrarlo all’ invidia del padre  Asclepio tanto era più bravo, lo trasformò nella pianta che conosciamo: bellissima e curativa!

Paionia -aggettivo paionios -vuol dire proprio salutare.

peonia bocciolo

Se c’è un fiore che può superare la rosa per bellezza è proprio la Peonia, le corolle voluttuose, traboccanti di petali e a volte di profumo, e proprio come una principessa ha un’unica fioritura, si concede “semel  in anno”, e la sua regalità sta proprio in questo, in piena primavera perfetta ed effimera fa bella mostra di sé,

Ancora adesso in Oriente, terra raffinata ed elegante, da cui proviene, considerata simbolo di nobiltà,eleganza,gloria Imperiale, e , per molto tempo appannaggio esclusivo del Celeste Impero.

Sorvolo sulle differenze botaniche, classificazioni, storia ed origini, dovremmo dilungarci per troppe righe, mentre le curiosità legate a questa meraviglia ve le voglio raccontare:

Le Peonie arbustive erano erano comprese nei prontuari  dei rimedi naturali popolari cinesi, ai tempi di Mao.

peonia fioritura

                 de mon jardin

Allora, la Cina, era una nazione enorme e priva di medici e di farmaci di sintesi e Mao Tse Tung spedì giovani di buona volontà , chiamati “MEDICI SCALZI” in giro per le campagne a raccogliere piante locali per dare soccorso alla popolazione malata:la scorza delle radici di peonia,raccolta e pulita al momento,veniva indicata come risolutiva contro i dolori mestruali e di ventre dopo il parto.

Il decotto in unione con il rabarbaro semi di pesca e solfato di sodio era invece ritenuto curativo per gli attacchi acuti di appendicite.

Offrire un mazzo di peonie equivale a dire “mi doni serenità”.

Prima di offrire qualche rudimento di coltivazione mi piace concludere con  la parte poetica della Natura, e ho scelto un verso di Corrado Govoni…

   “Rose incinte di Rosso”

Le mani nella terra:

Potete piantare le Peonie in qualsiasi momento dell’anno scegliendo sempre piante allevate in vaso.

Per quelle a radice nuda da ottobre a marzo, evitando i periodi di gelo.

Attenzione all’esposizione!!! Vero cruccio per le peonie:

Le peonie erbacee amano un’esposizione più soleggiata,quelle arbustive la mezz ’ombra .Tutte quelle con i fiori scuri vanno in mezz’ ombra, altrimenti scoloriscono e appassiscono velocemente.

Preparate un sub-strato  con 1/3 di terra locale 1/3 di sabbia grossolana e 1/3 di buon terriccio da giardino poi aggiungete del concime buono bilanciato di minerali, vanno bene quelli a lenta cessione.

Importante la BUCA!!!!

Scavate una buca di 40-50 cm di lato e disponete sul fondo unno strato di cocci e aprite un solco per interrare le radici: le PEONIE ERBACEE devono avere il colletto coperto di terra per 2-3 cm, le ARBUSTIVE  devono avere il punto di innesto a 10-12 cm di profondità, affinché la pianta possa riprodurre nuove radici dalla parte legnosa sovrastante.

Buon lavoro

La vostra psico-terra-peuta

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:)

Aprile Aprile dolce dormire Aprile ogni goccia un barile…Aprile Fiorile…

ciliegio part.

Eccoci al risveglio della primavera, e con essa le tenere gemme con una forza inaudita rompono rami coriacei con la forza che sola la vita ha… cosa dobbiamo fare e prevedere in terrazzo,giardino , balcone?

Qualche consiglio:

Prima di tutto ricordiamoci i rinvasi, là dove richiede, ricordate la circonferenza del vaso massimo 4 cm in più dell’origine, specialmente nella fase intermedia del rinvaso, pena produzione eccessiva di radici.Invece ve la potete cavare con un rabbocco di terra in quelle in vaso a dimora, io agisco così: rimuovo 2,3 cm di terra superficiale e la rabbocco con un terriccio ricco di humus.

Per tutte indistintamente un concime a lenta cessione.

Per arbusti e rampicanti è giunto il momento di accorciare tutta la chioma e eliminare il secco,accorciateli a circa metà altezza, le fioriture saranno più copiose sui rami nuovi che tale operazione favorirà.

Per i nostri balconcini non dimentichiamoci i bulbi a fioritura estiva:si possono mettere a dimora gladioli, ad esempio in una fioriera capiente e profonda, saranno un’ottima riserva di fiori da recidere per il nostro appartamento, mescolati con rami verdi che taglierete dagli arbusti, tutto molto naturale e raffinato, ed ancora bulbi di dalie che sanno di tempi andati, fresie, profumatissime, tuberose.

Ed ora vi voglio raccontare degli alberi da frutto in vaso, e per precisione del ciliegio che in questo mese dà il meglio di sè:

Famiglia dei Prunus è una nuvola color crema,poetico e sognatore la fa da padrone nei nostri giardini in terra ed in vaso… diamogli un vaso da 60 cm di diametro ed ogni anno gusterete i suoi frutti, se lesti ed attenti arriverete prima degli uccellini di cui ne sono ghiotti: ha una chioma allargata adatto anche a creare zone d’ombra ai suoi piedi possiamo mettere delle bulbose, o delle clematis che vigorose e prepotenti si avvinghieranno al suo tronco.E’ un deciduo,con fiori semi-doppi che si raccolgono a mazzolini.Quello che vedete raffigurato ha circa dieci anni ed un Vignola…ciliegie vignola.

ciliegio vaso

Sempre dimorato in vaso con l’accortezza di un buon concime ed abbondanti innaffiature.

Un altro arbusto da prestare attenzione adesso è la forsizia, personalmente non la amo, ma è generosa di fiori in questo periodo ancora parco, appartiene alla famiglia delle oleaceae ed ha origine nella lontana Corea. E’ il momento adesso di potarla, incomincia a sfiorire e bisogna ridarle forza: essenziale per mantenere il cespuglio ordinato, eliminiamo sempre il vecchio ed il secco, regola aurea di un buon giardiniere, così si svilupperanno nuovi rami da fiore.

Sono molto rustiche e sopportano temperatura fino a più di -10° amano sole e

mezz’ ombra e richiedono in estate abbondanti innaffiature.

forsizia

Bene subito al lavoro, e ricordiamoci che dove operano le mani non albergano i cattivi-pensieri!

La vostra psico-terra-peuta

:)

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Pasquetta: gite fuori porta, qualche suggerimento!

Se il tempo ci grazierà sarà bello armati di panierino e tovaglia a quadretti riscoprire qualche bel parco della nostra bella Italia: con l’occasione molti dei Giardini importanti si sono rifatti il trucco, il primo che vi voglio segnalare il bellissimo belvedere di Parco Savello, o meglio conosciuto con il nome del Giardino degli Aranci, anche secondo più bello e poetico, sono proprio gli aranci amari, per intenderci quelli da cui si estrae per distillazione il Neroli, uno dei profumi più raffinati ed esclusivi conosciuti, che popolano questo bel giardino, strappato dall’incuria e dagli atti di vandalismo, recuperato all’interno di un progetto “Roma mia”, dove? … nella città eterna, ovviamente, e per la precisione nell’antica strada di Clivo di Rocca Savella.

Sempre nei dintorni, in provincia di Viterbo, imperdibile l’apertura con l’occasione dei Giardini di Bomarzo di cui già vi raccontai(https://edwigemormile.com/2015/04/09/i-giardini-di-pietra/), magici ed esoterci.

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Sempre nella città eterna è possibile visitare l’unico giardino giapponese esistente in Italia, con tutti i simboli ricorrenti, le cascate, le isole, le rocce, le montagne.

per maggior informazioni è necessaria la prenotazione http://www.jfroma.it/index.php?option=com_content&view=article&id=42&Itemid=32&lang=it

Scendiamo un pò più al Sud nel Parco Nazionale della Sila, dove è possibile portare il vostro amico a “4zampe, “respirare aria incontaminata, per bellissime passeggiate

E per concludere nei giorni del 27 e 28 marzo la Principessa Caetani predispone l’apertura dei giardini di Ninfa esempio fra i belli per il paesaggismo in Italia, https://edwigemormile.com/2015/06/21/giardino-di-ninfa-tra-cavalieri-e-castellane/

I Giardini di Ninfa apriranno il 27-28 marzo
per info e prenotazioni

-caetani.giardinodininfa@panservice.it
-oppure a caetani.monumentonaturale@panservice.it

Buon divertimento ai grandi e piccini

la vostra psico-terra-peuta :)

edwigemormile.com

La Bellezza,forse, ci salverà…forse – Il Parco Pubblico –

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E’ così “normale” per noi passeggiare in un parco pubblico, entriamo,usciamo, sostiamo,mangiamo,beviamo,giochiamo,ci baciamo, ci teniamo per mano,portiamo i nostri bambini…

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Ma è relativamente breve il tempo in cui ciò è stato possibile, ossia la “ creazioni dei parchi pubblici,” o meglio il loro accesso al popolo è recente: prima la Francia a fine del ‘700 e poi la democratica Inghilterra a metà del XIX sec.

Procediamo con ordine: i Parchi prima di tale data erano appannaggio e proprietà del Clero e dell’ Artistocrazia, con i disordini continui e le pressioni sociali, prima, e con la confisca dei beni,  dopo, furono resi pubblici.

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Una sorta di Illuminismo e Modernismo insieme rese questo progetto all’avanguardia :il parco restituiva una sorta d’immagine, illusoria, di armonia sociale, si sperava che il divertimento, lo svago, il relax all’aria aperta, la frequentazione del bello, costituisse una strategia allo sfogo delle tensioni della vita quotidiana, un antidoto antirivoluzionario! (Già Re Sole apriva le porte di VERSAILLES una volta al mese al popolo, potevano visitarla,viverla, mangiare portandosi i panieri, unica, conditio  sine qua non, era l’igiene! Ebbene sì dovevano giungere puliti,lindi e pinti!)

Parigi è stata una delle prime città europee ad offrire il verde ai propri cittadini, le Tuileries, tenendo sempre presente un’esigenza di controllo sanitario e sociale della crescita urbana,ma solo a Londra,più tardi,assume una forte connotazione sociale, una specie di riscatto per le classi più deboli, i giardini urbani diventano zone in cui creare,favorendo l’incontro fra classi sociali differenti, dei codici di comportamento,assimilati dal proletariato specchiandosi nella borghesia nascente , che a sua volta, li aveva mutuati dall’aristocrazia: affascinante il termine abusato “ snob” che altro non è che la contratio di sine nobilitate: ovvero le classi ricche emergenti,borghesi , professionisti e commercianti che emulavano  l’aristocrazia … ma senza appunto nobiltà!

Affascinante come il paesaggio e la sua storia sia uno specchio sociale, economico, così che i nostri “abusati” parchi già alla loro nascita costituivano uno scenario teatrale, animato da marionette che si scimmiottavano a vicenda.

Ora come ora è difficile, verificare se la bontà di questo progetto nato qualche secolo fa ed estremamente innovativo ha funzionato … passeggiamo  nei nostri bellissimi parchi e per terra ci sono bottiglie di plastica, mozziconi di sigaretta, a volte siringhe, carte e cartacce, bottiglie di vetro…

Mha !!! Che dire! Il Parco privato, diventato pubblico ,voleva proprio l’opposto: educare al bello, pensando già allora che la bellezza era l’unica via di scampo alla barbaria!

La vostra psico-terra-peuta

edwigemormile

:)