Il Giardino incantato-Napoliflash24-

Il Giardino incantato…E’ stato veramente difficile scorgere una vena creativa da raccontarvi in questo caldo luglio…. ma poi all’improvviso ho ripensato ad un vecchio giardino che ricordo della mia infanzia, non era granché a pensarci bene, ovvero era una vecchia casa a cui attorno avevano costruito edifici degli anni ’70, ma lei prepotente, aveva combattuto per mantenere la sua dignità ed i suoi ricordi, non aveva piante esotiche e di moda, come si usa adesso, né tanto meno emulava patinati giardini all’inglese, ma aveva dato retta, semplicemente al suo cuore, e lo aveva seguito, aveva dato corpo ai sui sogni ed a ai suoi desideri: aveva archi di rose, un piccolo ninfeo, una fontanina, un muretto sul quale pigramente sonnecchiavano cuscini, tutto pronto per l’intimità ma anche per accogliere amici ed affetti.

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Non aveva vasi di plastica, o sedute e arredi “pratici”, i vasi erano vecchi in coccio, e lì il tempo aveva lasciato il verderame, i mobili erano recuperati, di ferro, un pò arruginiti, dégagé, si direbbe ora, probabilmente recuperati in qualche vecchio mercatino…

la tavola di fata orchidea

Quando passavo lo indicavo sempre, e ricordo, chiedevo a mia nonna, dove fosse la fata che ci abitava….

Quello che ancor oggi mi emoziona al suo ricordo, non è tanto “il giardino della fata Turchina” ma la sua forza, così evocativa, lui così piccolo, immerso tra palazzi dell’edilizia di periferia, ma così immenso….. dal rimanere nel cuore della bambina di allora e della donna di oggi.

Lacco Ameno – il Parco idrotermale Negombo-Napoliflash24-

Concludiamo con la visita al PARCO NEGOMBO, il percorso naturalistico vacanziero, in terra di Campania: è relativamente recente, risale circa alla prima metà del ‘900, nasce dall’idea di un viaggiatore,giardiniere,umanista, il duca Silvestro Camerini, con una grande passione per la botanica, all’epoca una moda per gli eletti.La meraviglia del luogo lo fa decidere per la BAIA DI SAN MONTANO, la natura vulcanica dell’isola è un naturale concime e un’ambientazione climatica ideale per piante fatte arrivare dall’Australia, dal Giappone, dall’Africa, ma il paesaggio botanico è splendidamente sposato con sculture plein air di grandi artisti contemporanei come Arnaldo Pomodoro, Laura Panno….

Qui potrete veramente trascorrere una vacanza all’insegna della storia, dell’arte, del benessere, sono presenti  delle spettacolari terme all’aperto, ma quello che rende questo luogo tra i più affascinanti è la presenza di un insediamento greco tra i più antichi d’Occidente, risalente circa al 770 a.C. collocabile allo sbarco degli Eubei, alla ricerca di  una baia protetta dai marosi.

Oggi si definirebbe questo luogo un Parco polivalente, termine a mio avviso un pò abusato, sicuramente qui la mano dell’uomo è stata felice, un giardino ancorato alla tradizione millenaria del luogo.

edwigemormile.com

la vostra psico-terra-peuta :)

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IL Giardiniere va in vacanza

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Premettendo che coloro che hanno anche solo un balcone, abitato da creature verdi, devono dare la chiavi al vicino, alla portiera, alla zia, alla mamma, al gatto di casa, figuriamoci i possessori di terrazzi e giardini…

L’alternativa più consona e razionale sarebbe quella di allontanarsi finchè non fa troppo caldo dove tutto,quasi, sopravvive… al rientro troverete tutto malconcio ma una buona sfrondatura,concime ed acqua rimette tutto ad “onor del mondo”ma ahimè, così non è ed allora ecco i consigli per le vacanze:

Prima di partire innaffiate abbondantemente tutti i vasi, fino a vedere l’acqua che straripa dai fori di drenaggio e poi metteteli in una zona all’ombra.

Se il vostro balcone non ha la densità di una foresta pluviale, munitevi di piscinette gonfiabili, sì sì, quelle che usiamo noi mamme per i nostri bebè, riempitele per 2-3 cm e metteteci a bagno i vasi.

Le zone coltivate devono essere ripulite da erbacce ed infestanti, coperte di pacciame, altrimenti le infestanti tolgono acqua,nutrimento e luce alle altre piante.

Provvedete ad una cimatura degli arbusti che hanno terminato la fioritura, io questa pratica l’adotto per tutto, specialmente se mi assento 15 gg, periodo massimo, ricordate, per la sopravvivenza senza l’intervento del gatto di casa, cimando, potando, accorciando e sfoltendo CON GARBO, si riducono le necessità e gli sforzi delle piante per affrontare la canicola estiva ed il relativo secco.

Ricordate che d’estate l’evaporazione è al massimo, proteggete il terreno con paciamatura, nei vasi vanno benissimo, per trattenere l’umidità, i cocci, le pietre, tra l’altro con le piogge rilasciano sali minerali, mi raccomando prima di posizionarli spruzzate un anticrittogramico e un antiparassitario, perchè se da un lato proteggiamo l’umidità dall’altro quest’ultima è “terreno fertile”per malattie fungine e parassiti.

E poi non mi stancherò mai dirlo, fino allo sfinimento, scegliete piante autoctone, naturalizzate al clima dove andranno a dimorare, al di là che la trovo una scelta raffinata e sofisticata, di sicuro estetica, è anche e soprattutto pratica!!!!!!

Gli Alberi: che meraviglia!!!! – Il mito di Erisittone- estr. da Napoliflash24-

Gli Alberi: che meraviglia!!!! – Il mito di ErisittoneQuando un paio di mesi fa hanno abbattuto un pino secolare che dominava la piazza dove abito, raccontarvi della tristezza è ben poca cosa…, ovviamente non era malato, come raccontano, ed altrettanto ovviamente, le firme raccolte dagli “abitanti dell’albero”a nulla sono servite.

Gli alberi sono veramente un tramite che l’uomo ha con il cielo,una metafora chiarissima ed inequivocabile della vita: l’uomo radicato con i piedi per terra e la testa protesa al cielo, da sempre gli alberi hanno ricoperto questo ruolo un pò mistico ed un pò magico, ad esempio pensate all’albero della vita, l’albero della conoscenza, l’albero dell’eternità, l’albero della prosperità, e quanti più ne vogliamo, perchè è con il cuore e con il fiato sospeso che li si cerca … e li si trova…sono lì, vecchi patriarchi secolari, sentinelle della vita e della storia, resistenti, indefessi, animati e “animosi”. E’ chiaro quanto il paganesimo prima legato al culto della Natura, sia stato trasformato dopo dal Cristianesimo collegandolo al culto della Salvezza caricandolo di tutti i simboli vegetali.

E, poiché la tradizione letteraria classica prima e la cultura cristiana dopo sono ricchissime di simbolismi metaforici presi a prestito dal mondo vegetale e animale vi racconto del mito di Erisittone e della sua fame insanziabile:

Grande sperperatore di beni materiali oltraggiò anche Demetra,Grande Madre della Natura, abbattendone l’intero bosco come legna da ardere per un banchetto! Erisittone aveva fama di essere un godereccio nel cibo… Demetra infuriata per il disprezzo che manifestò per la Natura, lo condannò ad avere una fame insaziabile, ma talmente insaziabile che dovette vendere tutti i suoi beni per procurarsi cibo, ma non bastando finì per divorare se stesso!!!!

Ora la morale è chiarissima, l’uomo distruggendo la natura distrugge se stesso.

Vi lascio con un’indicazione, provate ad abbracciare il tronco di un albero, anzi, portate i vostri figli, e fateglielo fare…la sensazione che si prova è di abbracciare la vita intera e un senso di pace vi pervaderà.

la vostra psico-terra-peuta :)

edwigemormile.com

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A che serve un giardino…

Ero molto indecisa su cosa parlarvi, il pragmatismo mi suggeriva un articolo su come affrontare luglio e la canicola in giardino, lavori da fare, et caet…ma poi quale parlatrice di giardini la mia anima è andata per voli pindarici: tutti sono dotti sulle manutenzioni, sulle coltivazioni, semine, e accorgimenti vari, ma i parlatori di giardini sono un’altra cosa, sebbene intenzione lodevolissima il tecnicismo,guai non ci fosse, lo tralascio sempre un pò…ed allora penso che a volte parliamo della natura come di qualcosa esterno a noi, ma la natura siamo noi, un’unità sicuramente incrinata dall’essere figli di un’educazione cristiana prima e secolarizzata in seguito, pensiamo solo alla visione panteistica antica, dove la natura era un tutt’uno con l’individuo, anzi oserei dire che quasi lo dominava, bene il giardinaggio ci può aiutare a riconquistare questa unità, mettendoci in contatto con le parti più istintive e magiche che abbiamo,ossia figli della Noia e votati alla sofferenza, una pratica continua senza distrazioni sul nostro giardino(terrazzo, balcone ) ci aiuta a tenere a bada i mostri che ci tendono agguati.

Questo perchè la ripetitività. il famigliare, il ritmo del ritorno ci appartiene e ci rassicura, pensate ad Ulisse, gran filibustiere, eroe moderno e scopritore di mondi alla fine anela a ritornare, ai suoi pascoli, alla sua petrosa Itaca, e così anche noi ritornando sempre al nostro giardino, torniamo, in fondo, a noi stessi per saldare quell’unità perduta con la Natura.

stresa y superga 017

Il Cipresso -ossia il mito di Ciparisso- da Napoliflash24-

Il Cipresso -ossia il mito di Ciparissocipressi

Mai nessun albero come il cipresso mi ha mai così toccato…senza sapere nulla su di Lui sempre ne sono rimasta attratta ed ammaliata, la bellezza della sua chioma, la flessuosità del suo corpo così longilineo e così saldo da resistere ai venti alle tempeste… la sua traiettoria è una verticale…verso il cielo, mi ricorda i verticalismi della pittura evocativa di El Greco, le sue cattedrali, lunghe, alte, prospicienti la volta celeste…mi ricorda le pagine di “Viaggio in Italia”di Goethe, tra l’altro bella lettura o rilettura per l’estate, quando il poeta passeggiando per Giardino Giusti a Verona ne rimase profondamente colpito: “un albero che dal basso fino alla vetta protende verso il cielo tutti i suoi rami…” sempre il cielo…chissà se l’uomo ha dentro di sè,nascosti,questi archetipi,che diventano poi dei richiami.

Ma voglio raccontarvi, il mito di Ciparisso: era un giovane a cui Apollo diede in dono un cervo bellissimo dalle corna d’ora, un giorno, durante una battuta di caccia, Ciparisso lo uccise involontariamente, gli era affezionatissimo, ed il dolore fu tale da gettarlo in uno sconforto senza fine, a tal punto da chiedere agli Dei di farlo diventare immortale affinché potesse piangerlo per l’eternità, Apollo ne ebbe così pietà che lo trasformò nel Cipresso, simbolo di dolore,lutto, ma anche immortalità.

Nel prosieguo delle simbologie medievali assunse il simbolo di albero della vita spirituale, sicuramente da un punto di vista più pragmatico, lo trovo bello ed elegante, e quando posso lo propongo sempre in un giardino, le sue origini, come avete potuto intuire sono Mediorientali, ha una crescita lentissima, per questo si presta anche ad una collocazione in vaso, i terrazzi milanesi insegnano, ma può vivere fino ad un paio di millenni!!

Se vi piacesse, ricordate non ama i ristagni di umidità e scegliete esemplari alti meno di un metro, attecchiscono più facilmente.

Ogni tanto mi chiedono,come faccio a ricordare i nomi delle piante, ed io rispondo, sono creature, le frequento, le invito in casa mia, e cerco di conoscerle, e questo vi lascio con Ciparisso, spero che quando qualcuno di voi lo inviterà a casa propria, quando lo guarderà,si ricorderà non delle sue origini, ma della sua storia.

A presto

La vostra psico-terra-peuta

:)

edwigemormile.com

La Mortella – Forio d’Ischia-Giardini storici-

.la mortella paesi

Continuiamo il nostro viaggio vacanziero per giardini, oggi vi porto ad Ischia, e precisamente alla Mortella, quando mi accingevo a pensare su come presentarlo, il dubbio se definirlo giardino o orto botanico l’ha fatta un pò da padrone…ma la vastità, circa due ettari, ha deciso per me…. ebbene giardino sia!E’ un capolavoro paesaggistico,contemporaneo creato nel ‘900, ed in parte dalla mente da cui tutto nasce, il grandissimo Russell Page…

Qui la struttura paesaggistica, con i suoi declivi, fontane, viali, collinette, si confonde e si mescola con le rarità botaniche presenti, circa 3000 specie di piante,provenienti da tutto il mondo, distribuito su due livelli uno superiore ed uno più propriamente giardino a valle.

Ricco di serre, immancabili in un orto botanico, e salette, invita alla convivialità, alla riflessione, alla contemplazione, difatti la sua ideatrice Lady Susanna Walton, lo concepì prima, come giardino per l’anima e successivamente per gli occhi, ma devo dire che quest’ultima parte non è da meno!

La varietà e la ricchezza delle specie lo rende sicuramente seducente di per sè per una visita alla Mortella: nella serra Victoria è presente la gigantesca ninfea brasiliana “Victoria amazonica” altrettanto bella è la serra delle orchidee…e tantissime altre piante esotiche.

Un gioiellino nell’arte di crear giardini, frutto di difficoltà enormi per far acclimatare piante non indigene, ma il risultato è straordinario e ci lascia stupefatti al suo cospetto.

Sicuramente l’amore per le piante esotiche nasce da quel famoso orientalismo che vediamo riflesso in ogni forma di arte all’inizio del secolo, aiutato da grandi invenzioni come la scatola di Ward, il suo inventore, una sorta di serra portatile che permetteva d’importare in Europa piante provenienti da tutto il mondo, ma dobbiamo ricordare che l’amore per l’importazione delle piante risale a ben prima, verso la fine del ‘500 s’incominciò dalla Francia,  Paesi Bassi,Inghilterra… bellissimo a questo proposito il libro “La Confraternita dei Giardinieri” di Andrea Wulf..

Bhe’ che dire vi lascio con un suggerimento per una gita, e un libro per una poltrona all’inizio dell’estate….

:)la mortella

Giardino di Ninfa- Tra Cavalieri e Castellane-

E’ da tempo che volevo scrivere di Ninfa, Ninfa che è posto in un immaginario collettivo, voglio dire, che se pensiamo ad un giardino, o se lo immaginiamo, appare Ninfa, la prima volta che ne sentii parlare, fu da Donna Isabella, una mia carissima cliente e sopratutto mentore di Giardini, la sua esistenza condotta fra viaggi in Inghilterra e in Nord Europa la portò per magia fino a me, per illuminarmi di botanica  e di altro…

Ninfa nacque attorno al 1100 come un vero e proprio borgo con tutto il necessario per vita di tutti giorni compreso un castello ed una chiesa, ma senza perdersi nelle guerre fratricide che la contraddistinsero, appartiene da sempre ai Principi Caetani,

All’inizio del secolo cominciò il recupero e la bonifica di questo luogo incantato,credo che Ninfa sia uno dei siti più belli al mondo, e non credo di esagerare.. qui le innumerevoli specie botaniche, provenienti da tutto il mondo si mescolano con le rovine e i ruderi … nulla di più Romantico(in senso letterario ovviamente) e struggente, la storia qui mormora sottovoce ed il paesaggio sembra dipinto da un impressionista, ponti diroccati circondati da pennellate magistrali: viali di lavande, rose che si inerpicano sui ruderi facendoli rivivere, aceri palmati,fiammeggianti, che cascano nell’acqua, che si alternano a quelli con chioma  dorata, anelli di tillandsie che si abbarbicano come cerchi su tronchi inerti…..

Bellissimo e magico…certamente va ricondotto accademicamente al giardino paesaggistico, e al suo più dotto, botanico, ma, a mio, avviso, questo luogo è diverso, appartiene ai sogni,agli incantesimi, ai cavalieri, alle castellane, appartiene ai millenni di storia che lo hanno attraversato, e nulla ha del patinato, delle epoche prima che hanno dettato legge in quest’arte, Ninfa è rimasto nascosto, respirando di aria propria, non è un incantesimo?

Ah dimenticavo si trova a Cisterna di Latina….

🙂giardino di ninfa

La Confraternita dei Giardinieri- Andrea Wulf-

Una mattina sul terrazzo della mia bottega, trovai questo libro… non impacchettato ma visibilmente “regalato”, dono di una mia amica-cliente, prima cliente-amica….

Perchè così capita a chi è legato da un ossessione, l’ossessione per i giardini….Tutti coloro che mettono le mani nella terra lo dovrebbero leggere, nato dalla penna di Andrea Wulf, indiana di nascita, inglese di adozione, ha studiato storia del design al Royal College di Londra, è un saggio vero e proprio sui pionieri a cavallo del secolo legato dall’ossessione delle piante, sfidarono, traversate, insuccessi, pur di attuare una vera e propria rivoluzione botanica!

Non è di facile lettura, per la densità di informazioni, per i vari registri su cui su muove, ma è veramente accademico per cercare di capire cosa facciamo noi giardinieri tutti i giorni.

Ricchissimo di dati, storia, nomenclatura, ricostruisce tutti i transiti transoceanici per poter portare in Europa, prima in Gran Bretagna , quasi tutte le specie fino ad oggi conosciute, trasformando la Gran Bretagna, e gli inglesi in quel popolo all’avanguardia, ancora oggi riferimento nell’arte dei giardini.

Imperdibile!

La Confraternita dei Giardinieri

Andrea Wulf

                                                               Saggi Ponte Delle Graziela confraternita dei giardinieri

Muso di Volpe- Anton Cechov-

E’ terminata la settimana, è tempo di gite, di mare, di campagna, ed allora ho pensato di suggerirvi un insuperabile raccolta di racconti del grande Anton Cechov, porta il titolo del racconto più noto, ma gli altri vi addolciranno e a volte commuoveranno.

La natura mai potrà prescindere dagli animali, dai bambini…

Qui troverete una cagnetta “kashanka” muso di volpe,appunto, o il piccolo Vanka, e tanti altri, si inseguono bambini, animali,adulti, sullo sfondo la quotidianità della Russia come un affresco che dipinge un epoca, altre volte tragica, altre comica, altre commovente.

Racconti che si snocciolano e volano via per la leggiadria della scrittura e della sua forza evocativa.

Buon fine settimana

🙂

Anton Cechov

Muso di Volpe

Ponzelli editore

Illustrazioni Tatjana Hauptmanmuso di volpe