Il paesaggio esperienza estetica e il Sublime trova ancora una collocazione?

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Certamente al Sublime appartiene il senso della sproporzione e dell’ineffabile, per questo da sempre, appartenente alla filosofia, è stato deputato alle arti in genere e alla Natura.

Ora sfogliando e studiando riviste di arte, mi è capitato fra le mani un articolo proprio sulla relazione fra il Sublime, oggi, e la Natura.

Innanzi tutto chiariamo che il Sublime non è il contrario del bello… anzi ne è la su esaltazione al di là della soglia sensibile e scibile dell’essere umano, ed è proprio qui che entra in campo la Natura: quante volte siamo rimasti basiti e muti di fronte allo spettacolo di essa come ad esempio un mare in tempesta o i cieli mentre li attraversiamo in aereo, è terribile ed estatica la sensazione.

Kant, che di Sublime se ne intendeva, metteva appunto i giardini fra le grandi arti, proprio perchè si tenta di ricreare un microcosmo con elementi viventi eterogenei, ed allora si pone la domanda se sia possibile il Sublime oggi con la tragedia del paesaggio che ci circonda, con i disastri ecologici, personalmente non credo sia possibile l’esperienza del Sublime, nulla di più vicino al Dio, di fronte agli scempi della Natura dove il Terribile, altro termine abusato, non è sinonimo di paura ma di terrore: stupore,meraviglia,incontenibile, indecifrabile, nasconde sempre l’Idea platonica del Bello…Quello che noi umani mai potremo comprendere,misurare,verificare,ri-creare,ma attoniti e piccoli potremo solo esperire.

terra dei fuochi

Ed è per questo che vi segnalo una mostra, il cui intento è invece proporre l’esperienza del Sublime attraverso il disastro ecologico, qui noi potremmo immaginare la “Terra dei Fuochi: potrebbe tale spettacolo, secondo voi, essere maestoso e suscitare un sentimento Sublime?

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SUBLIME- Les Tremblements du Monde-

Metz Centre Pompidou-dall’11 febbraio al 5 settembre-

La vostra psico-terra-peuta

:)

edwigemormile

Nell’aria profumo di primavera…

rose in scatola

  • Torino -5 e 6 marzo – Pittura Botanica-Palazzo Madama

     Angela Petrini laboratorio di disegno ed acquerello “Tra arte e scienza”

       Info 011-443699-didattica@fondazionetorinomusei.it

  • Bollate -sabato 5 marzo-Potatura rose-

Il vivaio del carcere milanese di Bollate ospita u corso sulla potatura delle rose

Info info@cascinabollate.org

“I misteri rivelati”

 

Il ritorno alla Casa del Padre

C’era una volta un tempo quando gli Alberi respiravano con noi, un tempo quando la Natura, amava, viveva con noi, un tempo quando assumeva sembianze umane, I fiumi, gli animali si comportavano come amanti appassionati, era il tempo in cui l’uomo e la Natura erano uniti da un unico afflato del mondo.

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Le nostre radici, ed archetipi  traggono  forza e significante da quel mondo, un mondo in cui le forze della Natura padroneggiavano insieme all’uomo e zittirli era sacrilegio, l’Universo aveva un’unica visione : l’Uomo legato indissolubilmente alla terra ed ai suoi abitanti.

E’ bello pensare che il rispetto per l’ambiente , argomento così “parlato” oggi,  possa riproporre la dualità uomo-natura, altrettanto seducente ri-ricondurre le personificazioni sacre, divine, paventandone insieme i moniti e le virtù, noi siamo lì, nell’alito delle spighe di grano mosse dal Dio Eolo, nelle loro radici, alimentate dalla madre Demetra,siamo nell’ accoppiamento del Minotauro con la bella Fedra (pensate un po’ che totem per la psicoanalisi moderna) oppure nell’amore della bella Tiro per il fiume Enipeo…a tal punto da desiderare di sdraiarsi continuamente sulle sue rive, Poseidone il Dio delle Acque si unisce a lei fingendosi il fiume … e così,quasi,a non finire. Quanto è forte il rapporto fra l’uomo e la Natura! E quanto quest’unione sia esaustiva,completa,appagante, ha in sé la vita,la morte,l’amore … Cos ’altro potremmo desiderare!

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Di qui in poi riecheggiare il “Paradiso Perduto“ di Milton è facile: poema lirico, in versi sciolti, collocabile più o  meno nella seconda metà del ‘600…Cos’è il Paradiso Perduto? Se non la caduta dell’uomo dalla sua primigenia unione con la Natura e con il Dio? Quanto  ci mancano quegli Dei che albergavano negli alberi,nei prati,negli animali, ci mancano a tal punto da sentirli sussurrare,respirare, quando quella Nostalgia,atavica, ci attanaglia la bocca dello stomaco,ci offusca la vista per l’emozione di fronte ad uno spettacolo della Natura, ed allora, per incanto avvertiamo la nostra piccolezza umana e vorremmo ritornare alla Casa del Padre … per ricostituire l’unità..forse perduta.

edwigemormile

Pellegrini … chi cerca trova!

 

                   

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  • Torino -5 e 6 marzo – Pittura Botanica-Palazzo Madama

     Angela Petrini laboratorio di disegno ed acquerello “Tra arte e scienza”

       Info 011-443699-didattica@fondazionetorinomusei.it

  • Bollate -sabato 5 marzo-Potatura rose-

Il vivaio del carcere milanese di Bollate ospita u corso sulla potatura delle rose

Info info@cascinabollate.org

 

  •  Pescia (Pt)  sabato e domenica 27 e 28 febbrai-Foglie e ortaggi tutti da mangiare-

Stefano Benvenuti del dipartimento di scienza agrarie dell’Università di Pisa :

tutte le erbe e ortaggi antichi,recuperati, buonissimi da mangiare,conferenza e degustazioni

info: 0572.494025-info@agrariopescia.it

  • Scandicci (Fi) 27 febbraio-Rose,Clematis,Ortensie

Perchè mescolare,fintamente a caso, è un’arte…

Info:328.3842785-info@lerosedifirenze.com

 

Orto & benessere, basta poco per stare bene!

“Girovangando” raminga, per insoliti sentieri della vita, mi sono imbattuta in una nascente comunità …. ricchissima di programmi e progetti: un laboratorio della Natura sulla collina di Camaldoli

L’idea nata da Marco Esposito con la collaborazione di Bruno Daniele, “il terreno fertile” c’era… Marco mi raccontava che aveva, della sua famiglia, un’appezzamento incolto in pieno centro di Napoli, in una posizione panoramicissima, ed allora che farne? Lo stress quotidiano, la vita frenetica, ha suggerito l’idea di un’isola felice dove rinfrancarsi ed adagiare pensieri e preoccupazioni … Qui,  come duemila anni fa, ci si ritrova per coltivare un orticello, per vedere sbocciare semi da semenzai, per osservare i cicli della vita, della nascita, dell’insuccesso e della riuscita…

girasoli

L’idea è molto bella, e ha origini antichissime e storiche, ne abbiamo già parlato in articoli passati, le attività che si svolgono sono molteplici, incluse conferenze ed incontri “rilassanti”.

Ve lo segnalo, da “giardiniera “, è un occasione per i napoletani per portare i bambini, fargli raccogliere i frutti e verdure , e a sensibilizzarli al contatto con la terra, nostra madre archetipa.

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la vostra psico-terra-peuta

Ars topiaria e giardini all ’Italiana

villa lante

Conosciuta già presso i romani  la troviamo ampiamente trattata nei compendi latini, tanto da desumere che il termine topiarius era riferito al giardiniere, trattasi della potatura di arbusti in modo artistico, o ripercorrendo sagome zoomorfe, o geometriche, indiscutibile è la precisione, la manutenzione.

villa lante 2

Personalmente quasi mai progettando un giardino o un terrazzo non propongo bossi potati a sfera, o in vaso o in piena terra, sono eleganti, perfetti…. come sono solita dire…”per adagiare pensieri”… i nostri giardini all’Italiana fin dal Rinascimento hanno dettato regole in merito, gli stessi labirinti, di cui abbiamo già detto, sono meravigliose opere d’arte di bossi, tassi, potati con sagome geometriche, o ellittiche.

Certo è che non sono adatti alle correnti scelte a bassa manutenzione, equazione per dire “voglio il giardino, ma non ho competenze, non ho tempo e non ho denaro!

Ars topiaria

Sicuramente  costituisce, quest’arte, la quintessenza del giardino, l’italianità classica sta tutta in quelle aiuole squadrate che troverete per esempio a Villa Lante, Viterbo, superba nella sua proporzione tra elementi architettonici e giardino, troverete sedute, sparpagliate in diciotto ettari di parco, per facilitare la passeggiata ma anche per adagiare i pensieri, fontane in piperino, sculture grottesche,ed anche un piccolo e rassicurante labirinto di fronte al palazzo.

Non è uno schiamazzo di colori, ma sono i verdi in tutte le loro declinazioni a farla da padroni, è il rigore di un giardino che non ricorre ai tripudi floreali, che così tanto piacciono…oggi…

Ars topiaria

Elegantissima e rasserenante, dove l’armonia regna grazie all’impegno di una manutenzione puntuale.

Ve la segnalo per un percorso turistico fuori dall’usuale, cultura “alta”in un segno di distinzione che privilegia l’esempio di un’arte veramente tutta italiana.

La vostra psi-terra-peuta

:)

edwigemormile.com

Labirinti….irrazionali e Misteriosi-Napoliflash24-

labirinto

Parlare, o meglio, scrivere di labirinti, non è semplice, di per sé complicata è proprio la tematica, li conosciamo, ci affascinano, da millenni popolano prima il mito, poi la storia, ed in seguito la metafisica degli psicologi, ma cosa sono?

Iniziamo col dire che hanno radici antichissime, mi viene in mente il più noto, il Labirinto di Minosse, terra del mito, ma già lì vi è anche il suo risolvimento: arduo, difficile,tortuoso,ma dall’esito sicuro… insomma da un labirinto prima o poi si esce, ma il senso di smarrimento che ne deriva rasenta l’angoscia, esperienza fisica di un luogo che diviene esperienza metafisica di un non luogo, quando si dice personalità labirintica…ma la fascinazione e l’attrazione che i labirinti esercitano sull’uomo non hanno età, la prova geografica che l’uomo ha un appuntamento inderogabile: l’esplorazione di sé.

“Giardinisticamente”li datiamo tra la fine del XVI e il XVIII secolo, “Irrgarten” in tutti i giardini d’Europa, dotte allusioni culturali per convegni amorosi, dove, ovviamente, lo smarrirsi calzava a pennello!

Ma quello che mi preme oggi raccontarvi, è la costruzione deliberata e l’esito inquietante che il labirinto manifesta, compare costante l’idea del viaggio misterioso ed errante in una struttura predeterminata.

Allora quello che mi chiedo è, ma è così impossibile, allora perdersi fino in fondo?

Vi propongo una bella visita in questi giardini rompicapo, per esperirne, quale migliore occasione le vacanze?

In Lazio troverete Castello Ruspoli, il cui giardino è tra i più belli d’Italia, troverete dodici labirinti di bosso, o in Sicilia, il castello di Donnafugata, labirinto realizzato con muri a secco e se proprio volete perdervi e forse non ritrovarvi più, in Francia il castello di Chenonceau, un labirinto di 1500 mq realizzato con duemila piante di tasso, qui l’emozione è assicurata!

E ricordiamoci che per ritrovarci sempre dobbiamo perderci!

Buone vacanze

:)

la vostra psico-terra-peuta

edwigemormile.com

Balconi di ringhiera

Parliamo sempre di grandi spazi, di giardini, di terrazzi,ma la magia e l’intimità che ha un balcone di ringhiera….. arrivo da una città,Torino, dove i balconi di ringhiera fino a una ventina di anni fa erano un pò messi da parte, poi la riqualificazione urbanistica, e devo dire che a Torino, è stata veramente eccellente, li ha riqualificati portandoli ad una nobiltà che mai hanno avuto

Fanno bene il loro lavoro, con le strutture di ferro che li contraddistinguono forniscono un naturale treillage ai rampicanti, e, con un pò di attenzione c’è anche lo spazio per un piccolo tavolino per il caffè mattutino… però bisogna stare attenti, bando alla tirchieria e alla misura, c’è una regola aurea da rispettare, più lo spazio è piccolo e più bisogna essere generosi,quindi via la tristezza delle sole fioriere appese, o al vasetto nell’angolino, bisogna ricreare la natura anche sul balconcino.

Ricordo un balcone di ringhiera di cui mi sono occupata, la committente, come sempre esordì con poche cose, che non sporchino, che non pesino… e tutto quanto può immaginare chi fa questo lavoro, bene, come al solito, io feci il mio bravo disegnino ad acquerello, ovviamente, nulla è più poetico di un acquerello, e lo immaginai come poteva piacere a me, come se lo progettassi per me…la struttura portante del balcone, l’ossatura tecnicamente, era costituita dal trachelospermum jasminoides, il falso gelsomino, non che mi piaccia tantissimo, però devo ammettere che ha una buona resa quando è generoso, veramente strabiliante, con le sue foglie lanceolate, con la sua fioritura profumatissima e duratura, me lo fa preferire ad esempio al caprifoglio, che invece quando è spoglio mi commuove con la nodosità dei suoi rami che si “sfogliano, ma è da capire…

Tutto il muro perimetrale e le transenne di ferro del balcone ne erano ricoperte, un altro accorgimento che adotto è che acquisto sempre e solo piante adulte, la resa visiva è decisamente più appagante, e la differenza economica quasi nulla, le ringhiere ospitavano fioriere contigue, senza tristi spazi e buchi, le piante scelte erano una collezione di carex nelle sue meravigliose sfumature dai verdi ai dorati per finire ai bronzi, splendidi con il loro fogliame spettinato e in movimento, alternati nei vasi, disposti  a scacchiera le fioriture: per questo ensemble scelsi delle erbacee alternate, euphorbie schillingii, con un contrasto di Achillee terracotta, queste ultime dritte come fusi, spiccavano ordinate nel disordine apparente dei vasi…bellissime assomigliavano ai fiori che disegnano i bambini….i colori erano tono su tono, hanno un effetto riposante, riuscimmo a mettere anche un piccolo tavolino da bistrot in un angolino, mezzo sepolto dalle piante, ma così deve essere!

Quando ritornai, in seguito, per verificare il buon attecchimento delle piante… che emozione, era una giornata di caldo estivo, il balcone di ringhiera, circa dieci metri costituito dal vetrate,  completamente spalancato sula salone, con il suo prepotente fogliame, i tendoni, ricordo, erano un giallo becco d’oca di una mussola leggerissima, e volteggiavano nell’aria….

Che immagine ho portato via….

musica consigliata in sottofondo  Le Variazioni Goldberg J.S.Bach, io amo l’interpretazione di Andràs Schiff, ma Glenn Gould può andare 🙂

Edwige Mormilecarex

Il Giardino come meditazione

Sicuramente questo non appartiene all’Occidente, e soltanto il giardino paesaggistico ottocentesco ne è veramente una pallida rievocazione.

Innanzi tutto alla meditazione è necessaria l’essenzialità, sì sì proprio tutto quello che togli, che minimizzi, proprio perchè l’interiorità legittima l’esistenza di un giardino, ossia anche nei giardini orientali esistono i laghi, le collinette ma sono evocati da uno stato d’animo.Ora,io credo, che se il giardino viene sentito come un’estensione di sé, del proprio corpo oltre la percezione che abbiamo di noi, allora la cura di sé e del giardino possono essere messi in relazione:noi e il giardino abbiamo dei canali dove scorre energia, ed è proprio nel riequilibrare tali tensioni, cercando l’armonia, che troviamo finalmente l’equilibrio.Ecco perchè gli orientali in questo sono veramente dei maestri, l’elemento decorativo è solo un pretesto per evocare uno stato d’animo.

Pensate a questo: nel giardino occidentale, qualsiasi epoca abbracci, lo scenario è creato per l’uomo, viceversa qui l’anima anela al giardino per attuare una simbiosi contemplativa, il sacro non si è secolarizzato e le divinità sono tutte presenti all’appello: acqua, terra, roccia,aria, sono ancora archetipi universali, non esiste un dentro fuori ma è tutta una comunicazione,un’integrazione sottolineata anche dalla scelta dei colori, mai squillanti e chiassosi, ci sono gli ocra, i verdi, i grigi, i bianchi…

Tutto è volto alla concentrazione, all’astrazione, al pensiero, al riposo… Di qui il passaggio innegabile è la bellezza, quali sono i canoni? sono soggettivi o oggettivi? tutto è permesso? Cosa posso rispondervi, se non attraverso la mia esperienza sensoriale? il bello è oggettivo, è basato su delle armonie e chimiche che si creano, l’incanto dei giardini orientali è proprio la loro leggerezza, la scelta quasi monocromatica dei colori, le sfumature tono su tono, il surreale che riescono a trasmettere, il senso di ospitalità, la facilità di attraversamento,il senso della vita, si dice che quando un giardino si autoriproduce sia perfetto,la perdita … di sé, lì ti astrai e sei in un altrove….

Pensate alla bellezza degli scaccia-spiriti, appesi ad un albero, o ad un arbusto, che meraviglia quando il vento ci passa in mezzo e riesce a parlarvi…calma l’anima e risveglia l’attenzione.

Ecco cosa abbiamo perso, tutti presi dal giardino a bassa manutenzione,o dalla siepe tutta uguale, a se stessa ed al vicino di casa, abbiamo dimenticato che il giardino è uno spazio per ospitare i fenomeni della Natura.

Edwige MormileDSCN4194

Calma…in giardino ci vuole calma! -Napoliflash24-

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La frenesia della vita, delle strade, le immagini accelerate che ci inseguono, quest’attività febbrile ed “innatura-le”che ci domina, tutto ha distrutto e non ci permette più di rivolgerci alle profondità delle nostre anime.

Questi ritmi hanno disturbato uno spazio primordiale ed archetipo che ci apparteneva:il vuoto, il nulla, luoghi dove il pensiero alberga fertile, ci spaventa… luoghi dove il suono della natura, con la sua pigrizia e solerzia, generava una musica: il fruscio delle foglie, il ronzio delle api, lo sciabordio dell’acqua… Io raminga e pellegrina vivo fra due mondi, e quello da cui stanotte sono appena rientrata mi ha ricordato questo:il piccolo giardino che mi accoglie in un altro luogo, e, in queste giornate roventi ancora di più, ho sentito anche  la voce del caldo: ha un suono, un odore,un colore…ed allora calma…in giardino ci va calma e quiete: una panca su cui sedersi, anche solo cinque minuti,un cuscino, quello del tuo divano, buttato sull’erba, un attimo, è sufficiente, e con lo sguardo abbracciare tutto il verde che c’è…

Non è necessario un giardino, basta una seggiola su un balcone.. ed ancora di più un’amaca: di recente mi sono imbattuta in una fotografia di un’amica e del suo meraviglioso balconcino di ringhiera: un’amaca appesa su due traverse, un gruppo di orchidee in un angolo,dietro il sole di Napoli che tramontava.. ed ho pensato a quanto amore poteva esserci lì, in quella casa…

Non perdiamo tempo, e prendiamoci la quiete.

La vostra psico-terra-peuta

edwigemormile.com

:)