Balconi di ringhiera

Parliamo sempre di grandi spazi, di giardini, di terrazzi,ma la magia e l’intimità che ha un balcone di ringhiera….. arrivo da una città,Torino, dove i balconi di ringhiera fino a una ventina di anni fa erano un pò messi da parte, poi la riqualificazione urbanistica, e devo dire che a Torino, è stata veramente eccellente, li ha riqualificati portandoli ad una nobiltà che mai hanno avuto

Fanno bene il loro lavoro, con le strutture di ferro che li contraddistinguono forniscono un naturale treillage ai rampicanti, e, con un pò di attenzione c’è anche lo spazio per un piccolo tavolino per il caffè mattutino… però bisogna stare attenti, bando alla tirchieria e alla misura, c’è una regola aurea da rispettare, più lo spazio è piccolo e più bisogna essere generosi,quindi via la tristezza delle sole fioriere appese, o al vasetto nell’angolino, bisogna ricreare la natura anche sul balconcino.

Ricordo un balcone di ringhiera di cui mi sono occupata, la committente, come sempre esordì con poche cose, che non sporchino, che non pesino… e tutto quanto può immaginare chi fa questo lavoro, bene, come al solito, io feci il mio bravo disegnino ad acquerello, ovviamente, nulla è più poetico di un acquerello, e lo immaginai come poteva piacere a me, come se lo progettassi per me…la struttura portante del balcone, l’ossatura tecnicamente, era costituita dal trachelospermum jasminoides, il falso gelsomino, non che mi piaccia tantissimo, però devo ammettere che ha una buona resa quando è generoso, veramente strabiliante, con le sue foglie lanceolate, con la sua fioritura profumatissima e duratura, me lo fa preferire ad esempio al caprifoglio, che invece quando è spoglio mi commuove con la nodosità dei suoi rami che si “sfogliano, ma è da capire…

Tutto il muro perimetrale e le transenne di ferro del balcone ne erano ricoperte, un altro accorgimento che adotto è che acquisto sempre e solo piante adulte, la resa visiva è decisamente più appagante, e la differenza economica quasi nulla, le ringhiere ospitavano fioriere contigue, senza tristi spazi e buchi, le piante scelte erano una collezione di carex nelle sue meravigliose sfumature dai verdi ai dorati per finire ai bronzi, splendidi con il loro fogliame spettinato e in movimento, alternati nei vasi, disposti  a scacchiera le fioriture: per questo ensemble scelsi delle erbacee alternate, euphorbie schillingii, con un contrasto di Achillee terracotta, queste ultime dritte come fusi, spiccavano ordinate nel disordine apparente dei vasi…bellissime assomigliavano ai fiori che disegnano i bambini….i colori erano tono su tono, hanno un effetto riposante, riuscimmo a mettere anche un piccolo tavolino da bistrot in un angolino, mezzo sepolto dalle piante, ma così deve essere!

Quando ritornai, in seguito, per verificare il buon attecchimento delle piante… che emozione, era una giornata di caldo estivo, il balcone di ringhiera, circa dieci metri costituito dal vetrate,  completamente spalancato sula salone, con il suo prepotente fogliame, i tendoni, ricordo, erano un giallo becco d’oca di una mussola leggerissima, e volteggiavano nell’aria….

Che immagine ho portato via….

musica consigliata in sottofondo  Le Variazioni Goldberg J.S.Bach, io amo l’interpretazione di Andràs Schiff, ma Glenn Gould può andare 🙂

Edwige Mormilecarex

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