A che serve un giardino…

Ero molto indecisa su cosa parlarvi, il pragmatismo mi suggeriva un articolo su come affrontare luglio e la canicola in giardino, lavori da fare, et caet…ma poi quale parlatrice di giardini la mia anima è andata per voli pindarici: tutti sono dotti sulle manutenzioni, sulle coltivazioni, semine, e accorgimenti vari, ma i parlatori di giardini sono un’altra cosa, sebbene intenzione lodevolissima il tecnicismo,guai non ci fosse, lo tralascio sempre un pò…ed allora penso che a volte parliamo della natura come di qualcosa esterno a noi, ma la natura siamo noi, un’unità sicuramente incrinata dall’essere figli di un’educazione cristiana prima e secolarizzata in seguito, pensiamo solo alla visione panteistica antica, dove la natura era un tutt’uno con l’individuo, anzi oserei dire che quasi lo dominava, bene il giardinaggio ci può aiutare a riconquistare questa unità, mettendoci in contatto con le parti più istintive e magiche che abbiamo,ossia figli della Noia e votati alla sofferenza, una pratica continua senza distrazioni sul nostro giardino(terrazzo, balcone ) ci aiuta a tenere a bada i mostri che ci tendono agguati.

Questo perchè la ripetitività. il famigliare, il ritmo del ritorno ci appartiene e ci rassicura, pensate ad Ulisse, gran filibustiere, eroe moderno e scopritore di mondi alla fine anela a ritornare, ai suoi pascoli, alla sua petrosa Itaca, e così anche noi ritornando sempre al nostro giardino, torniamo, in fondo, a noi stessi per saldare quell’unità perduta con la Natura.

stresa y superga 017

Il Cipresso -ossia il mito di Ciparisso- da Napoliflash24-

Il Cipresso -ossia il mito di Ciparissocipressi

Mai nessun albero come il cipresso mi ha mai così toccato…senza sapere nulla su di Lui sempre ne sono rimasta attratta ed ammaliata, la bellezza della sua chioma, la flessuosità del suo corpo così longilineo e così saldo da resistere ai venti alle tempeste… la sua traiettoria è una verticale…verso il cielo, mi ricorda i verticalismi della pittura evocativa di El Greco, le sue cattedrali, lunghe, alte, prospicienti la volta celeste…mi ricorda le pagine di “Viaggio in Italia”di Goethe, tra l’altro bella lettura o rilettura per l’estate, quando il poeta passeggiando per Giardino Giusti a Verona ne rimase profondamente colpito: “un albero che dal basso fino alla vetta protende verso il cielo tutti i suoi rami…” sempre il cielo…chissà se l’uomo ha dentro di sè,nascosti,questi archetipi,che diventano poi dei richiami.

Ma voglio raccontarvi, il mito di Ciparisso: era un giovane a cui Apollo diede in dono un cervo bellissimo dalle corna d’ora, un giorno, durante una battuta di caccia, Ciparisso lo uccise involontariamente, gli era affezionatissimo, ed il dolore fu tale da gettarlo in uno sconforto senza fine, a tal punto da chiedere agli Dei di farlo diventare immortale affinché potesse piangerlo per l’eternità, Apollo ne ebbe così pietà che lo trasformò nel Cipresso, simbolo di dolore,lutto, ma anche immortalità.

Nel prosieguo delle simbologie medievali assunse il simbolo di albero della vita spirituale, sicuramente da un punto di vista più pragmatico, lo trovo bello ed elegante, e quando posso lo propongo sempre in un giardino, le sue origini, come avete potuto intuire sono Mediorientali, ha una crescita lentissima, per questo si presta anche ad una collocazione in vaso, i terrazzi milanesi insegnano, ma può vivere fino ad un paio di millenni!!

Se vi piacesse, ricordate non ama i ristagni di umidità e scegliete esemplari alti meno di un metro, attecchiscono più facilmente.

Ogni tanto mi chiedono,come faccio a ricordare i nomi delle piante, ed io rispondo, sono creature, le frequento, le invito in casa mia, e cerco di conoscerle, e questo vi lascio con Ciparisso, spero che quando qualcuno di voi lo inviterà a casa propria, quando lo guarderà,si ricorderà non delle sue origini, ma della sua storia.

A presto

La vostra psico-terra-peuta

:)

edwigemormile.com

La Mortella – Forio d’Ischia-Giardini storici-

.la mortella paesi

Continuiamo il nostro viaggio vacanziero per giardini, oggi vi porto ad Ischia, e precisamente alla Mortella, quando mi accingevo a pensare su come presentarlo, il dubbio se definirlo giardino o orto botanico l’ha fatta un pò da padrone…ma la vastità, circa due ettari, ha deciso per me…. ebbene giardino sia!E’ un capolavoro paesaggistico,contemporaneo creato nel ‘900, ed in parte dalla mente da cui tutto nasce, il grandissimo Russell Page…

Qui la struttura paesaggistica, con i suoi declivi, fontane, viali, collinette, si confonde e si mescola con le rarità botaniche presenti, circa 3000 specie di piante,provenienti da tutto il mondo, distribuito su due livelli uno superiore ed uno più propriamente giardino a valle.

Ricco di serre, immancabili in un orto botanico, e salette, invita alla convivialità, alla riflessione, alla contemplazione, difatti la sua ideatrice Lady Susanna Walton, lo concepì prima, come giardino per l’anima e successivamente per gli occhi, ma devo dire che quest’ultima parte non è da meno!

La varietà e la ricchezza delle specie lo rende sicuramente seducente di per sè per una visita alla Mortella: nella serra Victoria è presente la gigantesca ninfea brasiliana “Victoria amazonica” altrettanto bella è la serra delle orchidee…e tantissime altre piante esotiche.

Un gioiellino nell’arte di crear giardini, frutto di difficoltà enormi per far acclimatare piante non indigene, ma il risultato è straordinario e ci lascia stupefatti al suo cospetto.

Sicuramente l’amore per le piante esotiche nasce da quel famoso orientalismo che vediamo riflesso in ogni forma di arte all’inizio del secolo, aiutato da grandi invenzioni come la scatola di Ward, il suo inventore, una sorta di serra portatile che permetteva d’importare in Europa piante provenienti da tutto il mondo, ma dobbiamo ricordare che l’amore per l’importazione delle piante risale a ben prima, verso la fine del ‘500 s’incominciò dalla Francia,  Paesi Bassi,Inghilterra… bellissimo a questo proposito il libro “La Confraternita dei Giardinieri” di Andrea Wulf..

Bhe’ che dire vi lascio con un suggerimento per una gita, e un libro per una poltrona all’inizio dell’estate….

:)la mortella

Giardino di Ninfa- Tra Cavalieri e Castellane-

E’ da tempo che volevo scrivere di Ninfa, Ninfa che è posto in un immaginario collettivo, voglio dire, che se pensiamo ad un giardino, o se lo immaginiamo, appare Ninfa, la prima volta che ne sentii parlare, fu da Donna Isabella, una mia carissima cliente e sopratutto mentore di Giardini, la sua esistenza condotta fra viaggi in Inghilterra e in Nord Europa la portò per magia fino a me, per illuminarmi di botanica  e di altro…

Ninfa nacque attorno al 1100 come un vero e proprio borgo con tutto il necessario per vita di tutti giorni compreso un castello ed una chiesa, ma senza perdersi nelle guerre fratricide che la contraddistinsero, appartiene da sempre ai Principi Caetani,

All’inizio del secolo cominciò il recupero e la bonifica di questo luogo incantato,credo che Ninfa sia uno dei siti più belli al mondo, e non credo di esagerare.. qui le innumerevoli specie botaniche, provenienti da tutto il mondo si mescolano con le rovine e i ruderi … nulla di più Romantico(in senso letterario ovviamente) e struggente, la storia qui mormora sottovoce ed il paesaggio sembra dipinto da un impressionista, ponti diroccati circondati da pennellate magistrali: viali di lavande, rose che si inerpicano sui ruderi facendoli rivivere, aceri palmati,fiammeggianti, che cascano nell’acqua, che si alternano a quelli con chioma  dorata, anelli di tillandsie che si abbarbicano come cerchi su tronchi inerti…..

Bellissimo e magico…certamente va ricondotto accademicamente al giardino paesaggistico, e al suo più dotto, botanico, ma, a mio, avviso, questo luogo è diverso, appartiene ai sogni,agli incantesimi, ai cavalieri, alle castellane, appartiene ai millenni di storia che lo hanno attraversato, e nulla ha del patinato, delle epoche prima che hanno dettato legge in quest’arte, Ninfa è rimasto nascosto, respirando di aria propria, non è un incantesimo?

Ah dimenticavo si trova a Cisterna di Latina….

🙂giardino di ninfa

La Confraternita dei Giardinieri- Andrea Wulf-

Una mattina sul terrazzo della mia bottega, trovai questo libro… non impacchettato ma visibilmente “regalato”, dono di una mia amica-cliente, prima cliente-amica….

Perchè così capita a chi è legato da un ossessione, l’ossessione per i giardini….Tutti coloro che mettono le mani nella terra lo dovrebbero leggere, nato dalla penna di Andrea Wulf, indiana di nascita, inglese di adozione, ha studiato storia del design al Royal College di Londra, è un saggio vero e proprio sui pionieri a cavallo del secolo legato dall’ossessione delle piante, sfidarono, traversate, insuccessi, pur di attuare una vera e propria rivoluzione botanica!

Non è di facile lettura, per la densità di informazioni, per i vari registri su cui su muove, ma è veramente accademico per cercare di capire cosa facciamo noi giardinieri tutti i giorni.

Ricchissimo di dati, storia, nomenclatura, ricostruisce tutti i transiti transoceanici per poter portare in Europa, prima in Gran Bretagna , quasi tutte le specie fino ad oggi conosciute, trasformando la Gran Bretagna, e gli inglesi in quel popolo all’avanguardia, ancora oggi riferimento nell’arte dei giardini.

Imperdibile!

La Confraternita dei Giardinieri

Andrea Wulf

                                                               Saggi Ponte Delle Graziela confraternita dei giardinieri

Muso di Volpe- Anton Cechov-

E’ terminata la settimana, è tempo di gite, di mare, di campagna, ed allora ho pensato di suggerirvi un insuperabile raccolta di racconti del grande Anton Cechov, porta il titolo del racconto più noto, ma gli altri vi addolciranno e a volte commuoveranno.

La natura mai potrà prescindere dagli animali, dai bambini…

Qui troverete una cagnetta “kashanka” muso di volpe,appunto, o il piccolo Vanka, e tanti altri, si inseguono bambini, animali,adulti, sullo sfondo la quotidianità della Russia come un affresco che dipinge un epoca, altre volte tragica, altre comica, altre commovente.

Racconti che si snocciolano e volano via per la leggiadria della scrittura e della sua forza evocativa.

Buon fine settimana

🙂

Anton Cechov

Muso di Volpe

Ponzelli editore

Illustrazioni Tatjana Hauptmanmuso di volpe

Giugno nell’orto….colori e poesia!

Nessuno di noi è indenne dalla tentazione di coltivarne uno, dai frutti di bosco in vaso su un balcone ai meravigliosi “recinti” che simulano l’Hortus Conclusus… ma come deve essere un orto?

… sicuramente a nostra misura: dobbiamo fare una precisazione è doveroso, gli italiani popolo agricolo per eccellenza, dal dopo guerra fino ad una decina di anni fa, l’idea dell’orto l’aveva ripudiata, figli delle villette a schiera importate dagli americani… quasi un rinnegare la proprie origini, assurgendo il giardino ad uno stato sociale significante di rappresentanza… finalmente i tempi sono cambiati, haimè per noi italiani credo per moda, ma poco importa l’orto è ritornato.

Ricordo ancora quando una quindicina di anni fa ne parlavo, li proponevo, raccontandone la storia, le origini, narrando degli Orti Pompeiani, o di Boboli o degli orti sulla collina di Pincio nel I sec.d.C. ospitati dalle antiche ville Patrizie… ma niente da fare mi guardavano tutti stralunati.

Ed allora mi viene in mente il Kitchen-garden, o giardino degli ortaggi, posti in maniera elegante, dietro la casa, o il Front-garden,destinato solo alle piante ornamentali…ed ancora andando ancora più indietro nella storia, ai meravigliosi orti di Versailles, disegnati dal magistrale Andre Le Notre, dove i meli erano allevati a cordonatura in modo tale da fare una staccionata naturale, i peri a spalliera, e gli ortaggi erano Potager Royal.

Le dame passeggiavano nell’orto,inebriate dai profumi, dai colori e con le manine guantate acchiappavano i frutti!

Ora come deve essere il nostro orto? deve avere una dimensione tale da permetterci di avere un rapporto diretto con la terra, dobbiamo coltivarlo noi, la partecipazione con la natura è la fondamentale premessa su cui si fonda l’orto! Deve avere respiro, aria, sole, deve essere tenuto pulito, in ordine, miscelato con piante ornamentali, le dalie sono perfette, vi propongo anche una bordura di carciofi e rose, bellissima, specialmente se scegliete roselline rosse, io amo per questo border-mix, una rosellina moderna(strano per me votata alle rose antiche), ma è veramente bella, delicata, sottile, spettinata al primo alito di vento, la Serafina, esiste nella versione rosa pallido, ma rossa è più bella.

ed allora via libera alle semine:basilico, bietole, carote, non dimenticate il fagiolino rampicante, bellissimo, mi ricorda le fiabe 🙂

Trapiantate cavolo cappuccio, lattuga, nella seconda metà del mese il cardo, ha un bellissimo fiore, lo potete usare come segnaposto legato con fili di erba cipollina, per accompagnare il tovagliolo!

Ricordatevi di continuare a sarchiare,zappare lì dove avete avuto i primi raccolti, come piselli, ravanelli…e concimare …

Mi raccomando le piantine appena trapiantate hanno bisogno di luce non sole diretto, ombreggiatele, altrimenti verranno cotte.

Buon lavoro

🙂

Orto verticale montato su struttura di betulla collezione di insalate
Orto verticale montato su struttura di betulla
collezione di insalate

“COSA FARE IN GIARDINO,E SUL TERRAZZO “- GIUGNO-

GIUGNO IN GIARDINO-

In questo mese si possono effettuare le talee di arbusti da fiore come ibiscus,lillà.

Potature: da potare gli arbusti che hanno terminato la fioritura,i rami vecchi fin dall’apice, e ricordarsi negli arbusti, di eliminare i rami interni che aggrovigliandosi non permettono all’aria di circolare, fonte di malattie fungine e ricettacolo di insetti.

GIUGNO IN TERRAZZO-

Ricordarsi di aumentare le innaffiature, eliminate dalle bulbacee le foglie ingiallite, pulite i bulbi,asciugateli e riponeteli in una scatola in un luogo fresco buio e asciutto, io personalmente faccio qualche buchino al coperchio.

Mentre i bulbi a fioritura autunnale devono essere messi a dimora entro luglio, ma non innaffiateli fino ai primi freschi.

Le Acidofile: gardenie e quant’altro, ricordate il” Santo” Sequestrene, rimineralizza e combatte l’ingiallimento delle foglie, anche in questo caso io lo somministro in primavera a tutte le piante.

Cimatura dei sempreverdi è ora! prima che arrivi il torrido!

Solo il bosso quando è topiato dovete aspettare l’estate, altrimenti stimolate la ricrescita

Ricordate di potare tutte tutti gli arbusti a fioritura primaverile.

Buon lavoro!!!!

momenti ....giugno in terrazzo
momenti ….giugno in terrazzo

Giardini Storici Villa San Michele – Capri

Villa San Michele – CapriSempre alla ricerca di vestigie che tutto raccontano e pensando ad itinerari “vacanziere”,ho pensato di proporvi Villa San Michele: siamo a Capri ed alla  fine dell’800, ma ben più lontano questa meraviglia ha visto la vita, sorge sull’antica pianta di un’antica villa romana di epoca imperiale, le cui rovine sono visibili,ancora,nel giardino, e girovagando troverete anche i resti di una cappella medievale… ma il fascino di questo luogo incantato è il suo giardino, eclettico come l’epoca chiama… siamo a cavallo di due secoli, l’orientalismo imperversa tra la pittura, le arti decorative, il gusto paesaggistico e simbolista che  si mescola con i richiami della pittura a cui si ispira, in particolar modo ai dipinti delle collezioni inglesi, campagne spettinate dal vento, bordure miste fintamente, la parola d’ordine è libertà, libertà dagli schemi, dall’immobile, dall’artificiosità che fino a quel momento ha dettato legge, ricordiamo la Reggia di Caserta, Versailles…la Natura non è imprigionabile in schemi, quindi via libera ai declini, alle mescolanze.

E’ un’epoca dove sembra che la natura e l’uomo si tengano per mano, in un’intento di dialogo e non più di dominio dell’uomo. Il creatore di questo giardino, Axel Munthe, paesaggista,medico,scrittore, evocava in un passo di un suo libro:

” La mia casa deve essere aperta al sole,al vento, al mare, come un tempio greco…”

In questo microclima perfetto convivono ogni genere di piante, famose sono le palme nane, che non superano i tre metri, ma degno di nota e bellissimo è il pergolato affacciato sul mare di Capri, non perdetevi la ligularia, per intenderci “quella pianta con quelle foglie gigantesche a forma di cuore, tappezzante e scultorea” :)

Attualmente sede della fondazione Axel Munthe, museo, ospita artisti e studiosi, eventi musicali e culturali.

Villa San Michele

Viale Axel Munthe 4

Anacapri-Isola di Capri

pergolato villa san michele

Edwige Mormile

la psico-terra-peuta :)

Amos Oz- D’un tratto nel folto del bosco-

d'un tratto nel folto

Ho sempre amato i libri che narrano di animali, di bambini…poi quando a questo si unisce il bosco il gioco è fatto: il bosco in questo libro onirico e altrove è una cornice così silenziosa e così presente, il bosco che è legato a quanto più di femminino alberga negli individui: l’elemento femminile materno a cui tutti torniamo… e mai così lo si percepisce in questo meraviglioso racconto; siamo in un villaggio senza nome, forse innominabile, un villaggio che ha un’altra caratteristica, il silenzio, il silenzio degli animali, perchè loro,protagonisti e grandi assenti, non si sa cosa sia successo , ma a d’un tratto sono spariti, l’unica loro presenza le tracce della loro misteriosa scomparsa, ed allora una maestra racconta in una classe com’è fatto un orso …i bambini in tutta la loro vita non hanno mai visto un animale, e la straripante fantasia dei bambini trionfa: le scarpe di Nimi la notte si trasformano in due istrici! e così via.

Ma come tutte le favole, perché non è una fiaba, ha la sua struggente morale, la morale degli animali che tutto insegnano agli uomini, con il loro linguaggio  universale ed accogliente, diverso dal silenzio irritato degli adulti-uomini che mai hanno il coraggio di raccontare ai bambini;che tutto capiscono, la verità.

Ho letto questo libro un paio di volte nella mia vita, sono sempre dell’idea che i libri si iterano, la seconda quando è nata mia figlia… illuminante!

(l’mmagine che ho scelto non rispecchia la copertina del libro.. ma la sua chiave di lettura)

Amos Oz

D’un tratto nel folto del bosco

Feltrinelli