Era il tempo delle viole-provate per voi-

Il mito vuole che nascessero per servire da pascolo alla ninfa Io, trasformata da Giove in giovenca, e così equazione cristologica per la linea trittica degli orli dei petali ripiegati, traghettò alla tradizione Cristiana, immancabile nell’Hortus Conclusus, quale Herba Sanctae Trinitatis

<esperimento di land art: tavolo-giardino con viole del pensiero e edera variegata

adatto anche a collezione di insalate> (by Edwige Mormile)

La generosa stirpe delle viole del pensiero discende dalla viola cornuta, esplodono a metà ottobre nei climi freddi ed impavide,coraggiose,robuste, fanno uno sberleffo ai rigori dell’inverno e ci accompagnano coloratissime fino a giugno.

Fioriture garantite ad oltranza, importante solo tenerle pulite da foglie e fiori appassiti, sono veramente a bassa manutenzione tanto da considerarle e si comportano da perennanti, sono altresì facili da ibridare, così, ogni anno, abbiamo fantasie di colori e screziature fino ad un viola talmente scuro da considerarsi nero: bellissime e sofisticate!

Sono delle piccole meraviglie che rallegrano i nostri vasi, le vostre bordure ed aiuole,a febbraio, il mese eterno, quando la primavera così lontano e così vicino si farà attendere ancora un pò…

Tra le più interessanti vi segnalo la serie  Delta Endurio, precoce, lunga fioritura,e, bellissima per il suo aspetto semiricadente.

             DOVE SI TROVANO LE COLLEZIONI

SUSIGARDEN

VIA MARCONI 157 AIELLO DEL FRIULI

Udine

tel 0431-973417

http://www.susigarden.com

EUFRASIA BURZIO

STRADA VISONE 16 MONCALIERI

Torino

tel 011-6812850

http://www.burzioeufrasia.it

IL PECCATO VEGETALE

VIA PER CORTE GIULINI 17 USMATE VELATE

Milano

tel 039671507

http://www.ilpeccatovegetale.com

 

Abbracciate un Albero

 

parco-abate-glicine-parcoL’albero da sempre è l’immaginifico umano, o meglio la sua essenza ed effigie, come dovremmo essere noi: radicati in terra, pragmatici, forti, saldi, ma con lo sguardo e le braccia rivolte al cielo. Non presume assolutamente un anelito cristologico e deistico… ma magico e spirituale sì!

abete

Abeti dalla finestra

Dalla notte dei tempi l’Albero è stato venerato e rispettato dall’uomo la sua essenza è nei due mondi, il su e il giù, la creatura che concilia l’alto con il basso, il buio con la luce, la terra con il cielo: pensiamo al bosco, comunità di alberi, l’evocazione e la vertigine che ancora adesso e sempre susciterà non solo nei piccoli, ma in noi “grandi”, il boschetto sacro dimora di esseri soprannaturali, magici, gli spiriti della terra.

Si sta avvicinando il Natale, simbolo per eccellenza l’Albero.Ma ci siamo chiesti cosa rappresenta? Merita una risposta visto che albergherà quasi in ogni casa…Ecco:

Il rinverdire e la rinascita, ha un ciclo vitale analogo a quello del sole, sconfigge l’inverno e passa indenne attraverso i suoi rigori.

Ha sicuramente un rito propiziatorio ed augurale, infatti lo carichiamo di doni, le luci simboli della sapienza, una volta, pericolosissime, erano le fiammelle a popolarlo, gli addobbi, sono i doni materiali, ed i dolci.

Grazie all’uomo così l’albero di Natale,splende, vivifica, rigenera, ma purtroppo ormai il suo significato più profondo è stato soppiantato da quello consumistico, e forse, neanche noto.

L’albero di Abete, questo sconosciuto, ve lo presento:

ha sempre goduto delle prerogative simboliche dell’agrifoglio, anch’esso verdeggiante in pieno inverno, è una conifera, ricco di trementina lo rende praticamente resistente all’acqua, per cui veniva  impiegato nella costruzione di navi, è assai longevo 600-700 anni di età!

Una zona famosa per i suoi alberi secolari è proprio l’Abetone.

Curiosità, esiste anche uno zodiaco degli alberi, l’abete simboleggia il mistero, appartengono a questo “albero” i nati dal 2 all’ 11 gennaio e dal 5 al 14 luglio

” Sono persone di straordinario buon gusto, dignità, sofisticati, amano la bellezza, di temperamento testardi, tendono all’egoismo, ma si preoccupano per coloro che hanno vicino, piuttosto modesti e molto ambiziosi, di molti talenti, industriosi, amanti insoddisfatti di molti amici e nemici,fidati.

la vostra psico-terra-peuta

🙂

edwige

Come creare una bordura o aiuola autunnale?

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Siepe in salice intrecciato con varietà di Cornus

L’autunno accende di colori la natura,le giornate si accorciano, i fiori diventano bacche, e tappeti degni di un impressionista si sprecano sotto i nostri piedi.

Allora come potercene beare?

Scegliendo accuratamente le nostre creature in giardino: sicuramente l’acero giapponese  è il principe, con le sue foglie palmate che volgono al rosso è un bellissimo sfondo e fa da quinta a piante da fiore, per esempio bulbose, perenni come i ciclamini, per piantarli in terra scegliete i nani, oltre ad essere più garbati, a differenza di quelli grandi che danno il meglio di sé in vaso, si naturalizzano  meglio.

Non dimentichiamoci che alcune perenni con fioriture estive producono delle infruttescenze in autunno ed in inverno rendendo il vostro giardino veramente fiabesco, ad esempio l’allium, l’agapanto, il cardo e molte graminacee, inoltre assumono delle tonalità bronzee veramente suggestive.

L ‘autunno ospita anche i frutti colorati di alberi e arbusti, pensiamo i cinorridi delle rose non potate, bellissime bacche rubino utilissime per le decorazioni natalizie oppure da mettere in vaso mescolate con rami di viburnum, rallegreranno qualche angolo della casa.

E poi a piene mani i coloratissimi aster, crisantemi, ciclamini, saxifraghe che producono fiori fino alle prime gelate, rendendo vivaci le bordure autunnali, potete anche metterle nei  vasi, per un davanzale ad esempio, che a volte, in questo periodo, manca di interesse.

Quando progettate un angolo verde, una bordura, pensate sempre a quanto tempo potrete dedicarle affinché possa essere gestito nelle migliori condizioni, e se per terra si avvicendano foglie dai mille colori non correte a pulire,       go-de-te-ve-le!!

sono il segno del tempo, ci ricordano le stagioni che esistono, scandiscono la misura della vita.

la vostra psico-terra-peuta

🙂

edwigemormile.com

E’ sempre il tempo delle rose, una passione che cresce col tempo

L’autunno è il periodo dei progetti, dei propositi sia per noi umani sia per Signora Natura…Oggi andiamo a scomodare la regina del Giardino, la Rosa, in autunno è momento migliore per acquistarle e piantarle, ottobre ci regala ancora delle meravigliose fioriture.soprattutto nei climi miti, ma detta anche il timer del suo riposo stagionale.

Bisogna fare particolarmente attenzione a questo mese, caldo e umido, per l’arrivo delle prime piogge autunnali, che portano con sé anche le patologie crittogramiche, per questo è importante eliminare sempre le foglie ammalate che cadono rendendo terreno fertile di propagazione anche il terreno sottostante, e l’etica impone di bruciarle, nel mentre adoperiamoci sempre per i trattamenti anti-fungini.

Non dimentichiamoci  di concimarle, in questo mese, in modo che affrontino l’inverno non depauperate organicamente.

A novembre dove il clima lo prevede,si spera arrivi finalmente il freddo, via libera a trapianti e piantagioni, paciamatura, rincalzi del terreno per esempio qualora fossero in vaso: eliminare 2 o 3 cm di terra e rincalzarla con un buon terriccio, personalmente consiglio quella con pietra pomice all’interno,tra l’altro regola aurea per tutte le piante in vaso.

Controlliamo gli innesti recenti, e le potature.

A proposito delle potature apriamo una piccola parentesi: mi raccomando le rose moderne si potano le rose antiche si cimano, per entrambe vale la regola aurea della pulizia del vecchio, secco e malato, e, per entrambe si eliminano i rami verso l’interno, per praticità di gestione successiva, rischio un groviglio inaccessibile e spinoso!

Ora vi propongo una piccola legenda,utile, per capire lo stato di salute delle nostre rose e porre rimedio:

Carenza di Azoto: foglie piccole gialle con macchioline rosse, cadono e crescita stentata.

Carenza di fosforo: colorazione verde sbiadito,getti deboli

Carenza di potassio: le foglie ai margini sono rosso-bruno, fiori piccoli e stentati.

Carenza di ferro: foglie gialle,cadono, eccessivo terreno calcareo.

Somministrare  del sequestrene, che è un rinvigorente di sali minerali e vitamine, una panacea.

Per coloro che volessero incominciare a conoscere queste meravigliose creature vi segnalo qualche vivaio specializzato, fra i moltissimi.

Siamo al Sud quindi Ode a Napoli per iniziare:

<Le rose di Posillipo,specializzato in rose antiche,riceve solo su appuntamento.

www.lerosediposillipo.it

<Abitare la natura,specializzato in rose antiche e storiche,riceve tutti i giorni su appuntamento.

Domicella-Avellino- abitarelanatura@libero.it

<le rose di Nicola Cavina,specializzato in rose antiche,moderne profumate.riceve su appuntamento,Firenze

www.lerosedinicolacavina.it

… e adesso al lavoro!

la vostra psico-terra-peuta

🙂

edwigemormile.com

IL Verde … in casa :)

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Mai stata d’accordo con le piante in casa, atteggiamento integralista dettato dal fatto che dai pavimenti nulla nasce, e che, la condizione naturale di una pianta è la terra.

Quindi via libera ai fiori recisi in vaso, ai rami frondosi e sempreverdi colti in giardino o sul terrazzo, ma chi uno spazio verde piccolo o grande che sia  non ce l’ha come fa?

Deroghiamo l’intransigenza e cerchiamo di capire come possiamo vivacizzare e rendere gradevoli le nostre abitazioni senza che la natura soffra:

una bella pianta da “casa” è la MUEHLENBECKIA COMPLEXA, una nuvola verde frondosa e sottile che ben si adatta ai climi secchi delle nostre abitazioni,ha un portamento strisciante e ricadente,perenne, le foglioline sembrano delle monetine,coriacee e rotonde, in estate compaiono i fiori:delle piccole spighe profumatissime.

pianta

Da marzo ad ottobre è necessario bagnarla spesso e nebulizzarla,non ama il sole diretto ma la luce sì.

Sarebbe meglio durante la fase vegetativa somministrarle un fertilizzante liquido.

La potrete adagiare in un angolo, oppure fare scorrere i suoi rami leggeri e sottili addirittura su una struttura.

I costi per una pianta perenne sono ragionevoli:

una pianta in vaso diametro 18 e con i rami già lunghi circa € 17-18 €

vaso 11 circa 6 €.

Poiché lavorerete in casa, le mani per essere guidate hanno bisogno di anima,musica consigliata

E, per lo spirito, nulla di meglio di un buon libro,rassicurante,pacato, entrare nei sogni di un giardiniere per iniziare a capirne la filosofia:

Romanzo:

Rosa Candida

Andur Ava Olafsdottir

Einaudi

pag 206 € 17,00

Un islandese, la sua storia,il suo sentimento, la sua famiglia.

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I giardini letterari – Roman de la Rose

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Adesso che sappiamo cosa dobbiamo fare fino all’autunno inoltrato con le manine laboriose, vi voglio raccontare dei giardini letterari, che affondano origini e radici assai antiche.

Non dobbiamo dimenticarci che un bravo giardiniere è prima di tutto una creatura di animo raffinato e sensibile…

I giardini e la natura hanno condizionato l’uomo da sempre, forse perché la loro bellezza è un balsamo per dolori e pensieri o forse, più semplicemente, perché siamo indissolubilmente legati alle leggi della Natura ed al suo svolgersi, ecco perché ci fu una corrente letteraria che si perpetrò a cavallo di secoli che assunsero a metafora la Natura ed i suoi giardini.

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Incominciamo con il più noto: “Roman de la Rose”, alla base della filosofia dei giardino,  sorse circa nel ‘200 in Europa alla luce della cultura Cortese.

Il suo autore Guillaume  del Lorris, due volumi,completato da Jan De Meum più tardi.

Sostanzialmente è un manuale di conquista amorosa!l’Amata assume le sembianze di una Rosa e tutti gli atteggiamenti psicologici sono personificati, tutto  si svolge nella nube onirica di un sogno,ad opera di un narratore:

Entrato nel giardino di Diletto,dove abitano le Virtù e Amore, si perde ad ammirare un bocciolo di rosa, e, non poteva non essere trafitto dalla freccia di Amore: la frittata è fatta! innamoratosi perdutamente della Rosa le promette devozione e fedeltà.

Inizia la sua conquista: lo aiuta Buona Accoglienza,riuscirà nel suo intento così,superando tutte le insidie predisposte da Pericolo,Gelosia, Malelingua, riesce a raggiungere l’amata Rosa, ma non è finita, e Invidia, sempre pronta, rapisce Buona Accoglienza, la imprigiona in un castello sorto all’occorrenza.

Qui si conclude il primo volume sicuramente la più poetica,dove viene raffigurato iconograficamente il giardino dell’amore, in seguito l’ Hortus Deliciarum.

Il secondo volume,composto circa quarant’anni dopo, vede la conclusione a buon fine della vicenda e il congiungimento dei due amanti.

Inutile sottolineare che il giardino di Buona Accoglienza è il trionfo delle virtù, è il giardino del sogno dove regnano abbondanza, felicità e… eterna giovinezza.

Sogniamo… sempre…e non moriremo mai.

La vostra psico-terra-peuta

edwigemormile.com

La vita,la casa,il giardino-Parco Abate-

                                                                  Dedicato a Peppino dei Puccettoni

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Da molto non ci incontriamo più,su questo blog,questo luogo ideale in cui io e Luca Daniele dedichiamo tempo,energie,con molte difficoltà di gestione,perché voi che ci seguite e leggete siete la nostra motivazione.

Sono successe tante cose, io un trasloco per poter continuare a scrivere,Luca un viaggio ai confini del mondo alla ricerca di visi che parlano e di paesaggi che sospirano.

Sì un trasloco, in una di quelle case che scricchiolano,raccontano,evocano, all’interno di un parco costruito negli anni ’50 nel centro della città di Avellino, la casa di famiglia,i pini con le loro fronde mi sfiorano il viso dal terrazzo, i gufi canticchiano tutto il giorno appollaiati sui rami, il cuculo mi ninna…qui mia figlia dormirà nella stanza che era già di suo padre, nel suo letto,giocherà sul suo tappeto,correrà in quel giardino sperimentando gli stessi giochi,ma,perché c’è sempre un ma in questi acquerelli, il nostro meraviglioso cane non c’è più, con lui avevo progettato di riappropriarci delle nostre solitudini,su e giù per il parco, ed invece all’età di 13 anni e mezzo mi ha lasciata,squarciata,sola,senza vita.

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Ancora troppo presto per uscire nel parco senza di lui, quel parco in cui avevo deciso di metter mano… un’aiuola da sistemare, un buco da riempire,una siepe da topiare…adesso no,lo guardo da lontano, perché un giardino serve anche a questo, a placare,a quietare, a cullare…però le case di famiglia anche a questo servono, a raccogliere tutte le nostre creature che ci hanno accompagnato per la nostra troppo lunga vita e per la loro troppo breve…lui è qui in giardino con Joghi,con Igumenitza,con Persichella…

Il ritorno alla casa del Padre.

 

 

 

Giardiniere un pò pagano e un pò illuminista

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“Credo che , se non avessi fatto lo scrittore , avrei fatto il giardiniere “, confidò Cechov ad un amico …il giardiniere vive ai margini della mondanità limitandosi a curare lo scenario dove altri reciteranno la loro parte ,umile nel senso letterario del termine , si applica giorno dopo giorno ad un silenzioso corpo a corpo con la terra in paziente contatto con la natura, in questa intimità trovando talvolta la sua beatitudine .

il religioso ed il giardiniere sono le due facce di “ora et labora”:una postura contemplativa, si predispone all’avvertire , senza schermo di distrazioni in  una nudità interiore assoluta, insieme alla desolazione , la sconvolgente bellezza del mondo.

Il bello non è altro che l’emergenza del tremendo , nel senso prima latino e poi umanista del termine , il tremendo scuote dà vertigine ,trasmette il senso dell’assoluto ..quindi bellezza , divinità ….

Il Mito, la trasformazione, l’urna biodegradabile!

 

Un volo pindarico, perché proprio di questo si tratta, un viaggio che parte da molto, molto, lontano, per incontrare i fragili confini della storia con il mito, fino ad arrivare alla nostra epoca, cibernetica, informatica, multimediale, tecnologica, ma inutile, non ce la facciamo a sra-dicarci dal nostro immaginario collettivo, ed allora ci ri-radichiamo in una pianta,in un’urna biodegradabile…post mortem!

urna

albero

Napoli sarà la prima città, grazie alla visione di un imprenditore, a permettere la sepoltura in un’urna biodegradabile e la successiva trasformazione in un albero: la trasformazione da sempre ha affascinato l’uomo, Mirra, pazza del padre Cinira, che al termine di una sciagurata vicenda chiede agli dèi di venir trasformata in pianta, la pianta della Mirra, appunto, piangente sempre e stillante profumate gocce balsamiche,  l’essere umano mutevole e addolorato che tenta di sfuggire a situazioni doloranti,impossibili, forse come unica via d’uscita…Il tutto con un acuto senso della provvisorietà, della mutevolezza di ciò che appare ai sensi e che a un tratto si scompone per diventare altro da sé. Ovidio nelle Metamorfosi ci offre un quadro stupefacente, poetico,struggente; della trasformazione, Ovidio mette in risalto ora il carattere repentino ora, ancor più, la lentezza graduale, il persistere talora sofferto dell’antica natura nella nuova. Dell’essere umano, che si trasforma in essere arboreo o inanimato, il poeta avverte l’intimo dolore, la coscienza di divenire altro in una trasmutazione che sembra investire le radici stesse dell’universo.

dafne

Dafne, trasformata in un albero di alloro per sfuggire ad Apollo, di cui poi si cingerà il capo… infiniti sono gli esempi, in epoca più recente non possiamo non citare Kafka, le sue Metamorfosi  sono diverse, sempre sofferenti, direi alienanti, l’uomo isolato e solo all’inizio del ‘900, il suo alter, lo scarafaggio, è la solitudine e nello stesso tempo paradigmatico della psicoanalisi di Freud, forse l’immagina più adatta sarebbe l’urlo di Munch.

Ricordiamo tutti la “Donna Abitata”di Gioconda Belli anche lì s’intravvede alla fine l’albero che la ospiterà, il suo albero di Arancio.

Ora la possibilità che una volta estinti la ricongiunzione con la terra, le sue radici, il suo ciclo vitale, al di là di tutte le considerazioni bio-sostenibili, senza le quali il progetto mai sarebbe passato, ci porta tutti ad una considerazione non solo religiosa, ma anche filosofica e di appartenenza.

L’albero con il suo verticalismo è l’asse attraverso cui passa la vita, le sue radici piantate saldamente nella terra e la sua chioma che invoca ed anela al cielo, di meglio non potevamo desiderare.

Ora è altresì interessante pensare che questo progetto pilota parta da una delle città della Magna Grecia, terra di mito e di storia, la terra che ospita la discesa agli inferi, all’aldilà , il lago di Averno, la terra della Sibilla Cumana.

Infine sarebbe bello pensare che un giorno i cimiteri saranno boschi dove poter passeggiare, dove il tutto non è finito, ma che in qualche modo,  sarebbe anche corretto ontologicamente, la trasformazione dalla non vita alla vita rimetta un pò a posto le cose

A book of beatiful bouquets for the table

                           A book of beatiful bouquets for the table

libro

Paper blossms

San Francisco 2010

Cinque bellissimi centrotavola, ogni pagina si trasforma in una ghirlanda di rose, ninfee e stagni…

potete posizionare il libro aperto al centro tavola, allegro, ironico, divertente, per una cena fra amici in tutta libertà e facilità