Taccuini-Le Memorie di Adriano-

Avevo promesso che per Natale avrei recensito l’Opera Omnia di Marguerite Yourcenar, cominciando proprio dalle Memoires…poi ho pensato che mi sarebbe piaciuto iniziare dal cuore delle Memorie, dall’inizio… “Quando gli dei non c’erano più e Cristo non ancora, tra Cicerone e Marc’Aurelio, c’è stato un momento in cui è esistito l’uomo, solo.”(Flaubert) qui in questa frase ebbe tutto inizio, quello che portò un’intera vita a cercare di definire quest’ uomo.Pochi sanno che La Yourcenar aveva vent’anni, era il 1924, quando diede inizio ed oblio a questo. Dobbiamo arrivare al 1948…

Che scoraggiamento, quasi indifferenza, l’impossibile, vergogna, per aver potuto tentare un’impresa simile, la stessa che provo io a parlare di lei, questa piccola donna immensa che parlava e scriveva in latino e greco antico all’età di sei anni, a volte quando riprendo in mano i suoi libri, mi pare di scorgerla a Mount Desert, che impasta e inforna il pane mentre elabora vecchi manoscritti, insieme alla cara G.F. curatrice e hospes comesque di tutta la vita. Per anni ho avuto il rimpianto di non poter correre da lei e conoscerla affinché potessi vedere la vita col suo cuore e la sua mente:” ad occhi aperti”, ed allora come un archeologo tentai di conoscerla,leggendo quello che aveva letto, proprio come fece lei: ricostruì la biblioteca di Adriano, come un filologo, un archeologo, un filosofo,un’amante…Ma non basta: mattinate intere a Villa Adriana, i mari della Grecia percorsi in ogni dove, l’Asia Minore, fino ad allontanare i ricordi  al II sec.

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Le statue immote e testimoni di un tempo che non c’è più.

Ed allora la consapevolezza che ci sono libri che non si dovrebbero osare fino a dopo i quarant’anni, era troppo giovane, si rischia di sottovalutare o sopravalutare l’esistenza: un’unica frase rimase di quegli anni giovanili:” Incomincio a scorgere il profilo della mia morte”. Tutto.

Il progetto fu abbandonato e quelle poche frasi lasciate in Europa, rimasero con sé solo una carta dell’impero romano e una maschera di Antinoo.

Ma la frattura era necessaria, la notte dell’anima che la separava dall’Imperatore.

Finalmente nel 1948  dalla Svizzera le giunse una valigia piena zeppa di manoscritti, lettere, di persone obliate, morte, finché tra le mani cinque fogli dattiloscritti, ” Mio caro Marco…” di quale amico era? non ricordava neanche il nome…ci volle un pò per capire che si trattava di Marco Aurelio, fu quello il momento in cui a tutti i costi decise di scrivere “quel” libro.Quella notte stessa nella sua casa di Mount Desert, riaprì i due volumi Dione Cassio e la Historia Augusta, e lei che fino ad allora aveva pensato al letterato, al poeta, al viaggiatore, intravvide il Princeps, il ritratto di un uomo quasi saggio.

Come una statua prende corpo sotto le dita dell’artista così l’Imperatore incominciava a vivere di vita propria:con un piede nell’erudizione l’altro nella magia, possiamo immaginare, leggendo, anche di udire il timbro della sua voce, scritto in prima persona proprio per annullare intermediari, compresa la Yourcenar, il romanzo storico è zeppo di zone d’ombra di mura crollate, quelle della memoria, ma quale memoria? Lei fece in modo che le lacune della memoria coincidessero con le dimenticanze stesse di Adriano.

E questa piccola ed immensa donna dettò le regole del gioco: imparare tutto, leggere tutto,informarsi su tutto, loro uomini del II secolo come noi: sgranocchiavano olive, bevevano vino, miele, lottavano con il vento con la pioggia e cercavano ombra e refrigerio sotto i platani, vivevano e morivano proprio come noi.

Sicuramente Adriano fu ricostruito dal di dentro con grande cautela e timore, prova fremiti e frizioni che sono propri di un uomo moderno, una figura proto-cristiana? Chi può dirlo, però sarebbe plausibile, come piacerebbe a Marguerite, Cristo è giunto anche se non era ancora…

Non so se sono riuscita a trasmettere la grandezza che presiede a questo testo, provo sempre una grande emozione prima a leggerlo e rileggerlo e rileggerlo ancora, a scrivere ancora di più.

Chiedo ancora scusa se il periodare risulta essere non proprio fluido come sempre, ma è un’impresa affrontarlo.

Mi piacerebbe immaginare di aver contribuito, per coloro che si chiedono perché è così grande citare la Yourcenar, o perché le Memoires è un testo di riferimento per la classicità, e perché Marguerite Yourcenar è posta fra i grandi di Francia?

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Angela Iacobucci ha detto:

    Meravigliosa e toccante recensione

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  2. edwige mormile ha detto:

    Grazie Angela… è statomun mentore per me la Yourcenar…e lo è….sto lavorando a Zenòn…dopo vent’anni lo sto rifrequentando….a breve

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